Il bimbo di Napoli non più operabile, il cuore destinato a lui salva un bambino di Bergamo: trapianto riuscito
Il cuore destinato al bimbo di Napoli trapiantato a Bergamo dopo il peggioramento clinico. Decisione dell’Heart Team, intervento riuscito e polemiche aperte.
La notte ha cambiato il destino di due famiglie e acceso un caso che sta facendo discutere tutta Italia.
Il caso del trapianto da Napoli a Bergamo
Il cuore che inizialmente era stato individuato per un bambino di Napoli, ricoverato all’ospedale Monaldi, è stato trapiantato a un altro piccolo paziente ricoverato a Bergamo, all’ospedale Papa Giovanni XXIII. L’intervento è stato eseguito nella notte tra il 18 e il 19 febbraio ed è andato a buon fine: il cuore ha ripreso a battere regolarmente.
Il ricevente è un bambino di circa due anni, selezionato attraverso la lista nazionale d’urgenza. L’organo proveniva dalla donazione di un bimbo di tre anni deceduto a causa di una leucemia. Dopo la valutazione clinica, il sistema di assegnazione ha indicato il piccolo di Bergamo come il candidato più idoneo.
Il trasporto è avvenuto in poche ore, consentendo ai cardiochirurghi di procedere immediatamente con il trapianto. Secondo quanto comunicato dall’équipe medica, l’intervento è tecnicamente riuscito e le condizioni del paziente sono monitorate costantemente nelle ore successive all’operazione.
Le condizioni del bambino di Napoli e la decisione dei medici
La decisione di non destinare l’organo al piccolo di Napoli è arrivata dopo una riunione straordinaria dell’Heart Team, il gruppo composto dai principali specialisti italiani di cardiochirurgia pediatrica.
Il quadro clinico del bambino è stato giudicato estremamente compromesso. I medici hanno riscontrato gravi criticità, tra cui compromissione neurologica, instabilità emodinamica e una crisi settica in corso. Alla luce di queste condizioni, il team ha stabilito che il paziente non avrebbe potuto sopportare un secondo intervento chirurgico.
Nelle stesse ore, il piccolo ha iniziato la terapia del dolore, essendo ormai considerato non operabile. La decisione ha portato alla rivalutazione della lista di emergenza nazionale, classificata come urgenza di classe 1.
Il precedente del cuore danneggiato e le inchieste aperte
La vicenda affonda le radici in un episodio precedente, avvenuto il 23 dicembre 2025. In quella occasione, al bambino di Napoli era stato impiantato un primo cuore che, secondo gli accertamenti successivi, non aveva funzionato correttamente.
L’organo si sarebbe deteriorato durante il trasporto. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori, l’utilizzo di ghiaccio secco al posto del sistema di conservazione previsto dai protocolli sanitari.
Su quanto accaduto sono state aperte due inchieste giudiziarie, una a Napoli e una a Bolzano, quest’ultima destinata a essere trasferita per competenza territoriale nel capoluogo campano. Gli accertamenti puntano a chiarire eventuali responsabilità nella gestione del trasporto dell’organo.
La nuova assegnazione del cuore e il trasferimento urgente verso Bergamo hanno riportato l’attenzione sul sistema nazionale dei trapianti, sulle procedure di emergenza e sulle conseguenze cliniche di una vicenda che resta al centro dell’attenzione sanitaria e giudiziaria.
