Torino, gravidanza ad altissimo rischio per placenta percreta: mamma salvata insieme al neonato dopo intervento record
A Torino una 38enne con placenta percreta affronta un parto ad altissimo rischio. Intervento complesso salva lei e il neonato Riccardo, ora dimessi e in buone condizioni.
Quando la diagnosi è arrivata, la gravidanza si è trasformata in una corsa contro il tempo: per Eleonora, 38 anni, la terza attesa si è rivelata una delle sfide più difficili, con un rischio concreto per la sua vita e per quella del bambino che portava in grembo.
Torino, placenta percreta: gravidanza ad altissimo rischio
Il caso si è verificato a Torino, dove la donna è stata presa in carico dall’ospedale Sant’Anna, centro di riferimento per le gravidanze complesse. Alla 28ª settimana, gli accertamenti hanno diagnosticato una placenta percreta, una rara e grave anomalia in cui la placenta invade profondamente i tessuti circostanti, aumentando il rischio di emorragie potenzialmente fatali.
La struttura sanitaria ha definito la condizione “una delle situazioni più complesse dell’ostetricia moderna”. Gli esami diagnostici approfonditi, tra cui una risonanza magnetica, hanno evidenziato un quadro clinico particolarmente delicato, con l’estensione dell’invasione fino alla cupola vescicale e al parametrio sinistro.
Di fronte a una situazione così critica, l’équipe dell’Ostetricia e Ginecologia 3, diretta dal dottor Corrado De Sanctis, ha attivato immediatamente un percorso altamente specializzato, coordinato dalla dottoressa Eleonora Pilloni e da un team multidisciplinare, con l’obiettivo di pianificare ogni fase del parto senza lasciare spazio all’improvvisazione.
L’intervento complesso e la nascita del piccolo Riccardo
La paziente è stata ricoverata preventivamente e sottoposta a un taglio cesareo programmato alla 35ª settimana, associato a isterectomia, cioè la rimozione dell’utero, necessaria per evitare complicazioni emorragiche gravissime.
L’intervento, lungo e particolarmente delicato, è stato eseguito dal dottor Paolo Cortese, con il supporto dei medici Corrado De Sanctis e Giuseppe Garbagni. Le difficoltà sono state aggravate dalle aderenze dovute a precedenti interventi chirurgici, soprattutto a livello vescicale.
Determinante è stato anche il contributo della Radiologia interventistica dell’ospedale Molinette, dove il dottor Pierluigi Muratore ha posizionato, prima dell’operazione, due cateteri a palloncino nelle arterie ipogastriche. La procedura ha permesso di ridurre l’afflusso di sangue all’utero, consentendo ai chirurghi di operare in maggiore sicurezza.
Grazie a questa strategia, le perdite ematiche sono state contenute e, in gran parte, recuperate e reinfuse con la tecnica dell’emorecupero. Non è stato necessario ricorrere a trasfusioni di sangue.
Il risultato dell’intervento è stato positivo: il piccolo Riccardo è nato sano, con un peso di 2.760 grammi.
Dimissioni e lavoro multidisciplinare dell’ospedale
Dopo il parto e il decorso post-operatorio, Eleonora e il neonato sono stati dimessi e hanno potuto finalmente fare ritorno a casa. Le loro condizioni di salute sono buone.
La direzione generale della Città della Salute e della Scienza di Torino, guidata da Livio Tranchida, ha sottolineato il valore del lavoro di squadra: “ancora una volta un esempio delle eccellenze multidisciplinari della nostra Città della Salute e della Scienza. Ringrazio i nostri professionisti, che hanno reso possibile tutto ciò. Il valore aggiunto espresso dalla Città della Salute e della Scienza di Torino è consistito nella possibilità di schierare contemporaneamente tutte le competenze mediche e sanitarie di tutte le specialità che erano necessarie per trattare nel migliore dei modi le diverse sfaccettature di questo particolare caso clinico”.
Il caso rappresenta uno degli interventi più complessi affrontati nelle ultime settimane dalla struttura torinese, reso possibile dal coordinamento tra diverse specialità e dalla pianificazione anticipata di ogni fase clinica.
