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Migranti fuori dai confini, Cerno provoca, “Il festival della sinistra è in Albania”

Tommaso Cerno ironizza sul centro migranti in Albania parlando di “festival nazionalpopolare”, difende la lista dei Paesi sicuri e attacca la sinistra anti-Meloni.

Tommaso Cerno e il “festival” in Albania

Mentre a Sanremo si accendono le luci del palco guidato da Carlo Conti, per Tommaso Cerno il vero spettacolo si svolge altrove.
Nel suo intervento, il giornalista utilizza un’immagine provocatoria per descrivere la situazione nel centro per migranti in Albania.

“C’è un festival nazionalpopolare che da ieri allieta la sinistra italiana. Si svolge in Albania. Vi partecipano un centinaio di clandestini che attendono, fuori dai nostri confini, di conoscere la classifica finale dei Paesi in cui verranno rimpatriati”.

Il riferimento è al centro oltre Adriatico, spesso oggetto di polemiche politiche e di interventi giudiziari che, secondo l’analisi di Cerno, ne avrebbero limitato l’operatività.

La lista dei Paesi sicuri e lo scontro politico

Nel suo ragionamento, Tommaso Cerno richiama la recente approvazione della lista dei Paesi sicuri da parte della maggioranza europea.
Un passaggio che attribuisce alla “maggioranza Giorgia”, ovvero l’asse di centrodestra che sostiene l’azione del governo guidato da Giorgia Meloni anche in sede europea.

“Grazie alla «maggioranza Giorgia», cioè quella di centrodestra a Bruxelles, che tiene in piedi l’Unione ormai senza visione, è stata votata (finalmente) la lista dei Paesi sicuri”.

Secondo il giornalista, l’applicazione della nuova lista avrebbe inciso direttamente sulla gestione del centro albanese, modificandone il funzionamento rispetto al passato, quando – sostiene – le decisioni dei tribunali avrebbero impedito una piena operatività della struttura.

“L’Albania è un modello innovativo”

La conclusione dell’intervento è netta e punta sul concetto di esternalizzazione dei controlli.
Per Cerno, l’esperienza albanese rappresenta una svolta strategica.

“La morale è semplice: l’Albania è un modello innovativo. Non risolve il problema (solo un fesso può pensarlo), ma sposta lo sguardo verso una diversa soluzione: portare fuori dai nostri confini la frontiera dei controlli. Una rivoluzione che piace a Germania e Francia, e che oggi – grazie alla sinistra che monitora l’Albania per ragioni elettorali – è finalmente chiara anche a noi”.