Rogoredo, Meloni contro Salvini: “Tradimento della Nazione”, esplode la frattura
Giorgia Meloni esprime “profonda rabbia” per l’arresto dell’agente Carmelo Cinturrino a Rogoredo e precisa che “non esiste alcuno scudo penale”, segnando distanza da Matteo Salvini.
La rabbia di Giorgia Meloni per il caso Rogoredo
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene sulla vicenda dell’omicidio avvenuto nel “boschetto della droga” di Rogoredo, a Milano, che ha portato al fermo dell’assistente capo della Polizia Carmelo Cinturrino.
Secondo quanto emerge dalle indagini, gli inquirenti ipotizzano un possibile coinvolgimento dell’agente in dinamiche legate allo spaccio di stupefacenti.
Una ricostruzione che, se confermata, avrebbe un peso istituzionale rilevante.
In una nota ufficiale, la premier ha parlato di “profonda rabbia”, sottolineando che, qualora le accuse trovassero riscontro, si tratterebbe di “un tradimento nei confronti della Nazione e della dignità e onorabilità delle nostre Forze dell’Ordine”.
Meloni ha aggiunto che “chi indossa una divisa e rappresenta le Istituzioni ha il dovere di farlo con il massimo del rigore” e che con chi sbaglia “occorre essere implacabili”.
La premier ha inoltre espresso riconoscenza verso gli investigatori impegnati nell’inchiesta, impegnati “al solo fine di far emergere la verità”.
Lo scudo penale e le distanze da Matteo Salvini
Nel suo intervento, Giorgia Meloni ha toccato anche il tema dello scudo penale per le forze dell’ordine.
“Mi fido che la giustizia farà il suo corso”, ha dichiarato, precisando che “a differenza di quello che leggo, non esiste alcuno ‘scudo penale’”.
Una frase che appare in contrasto con la posizione del vicepremier Matteo Salvini, che nei giorni precedenti aveva ribadito la necessità di introdurre uno scudo legale nel pacchetto sicurezza.
Il leader della Lega aveva spiegato che la norma non prevederebbe “l’iscrizione automatica nel registro degli indagati”, aggiungendo che “se ci sono evidenze di crimine è chiaro che, come in questo caso, si indaga e si arresta”.
Le parole di Salvini e il clima nel governo
Sul caso specifico di Carmelo Cinturrino, Salvini aveva inizialmente parlato di una possibile legittima difesa, affermando: “Tutti ci siamo fidati delle parole di quel poliziotto, i suoi colleghi in primis. Ma ben vengano le indagini che fanno uscire una mela marcia su 100”.
Il ministro aveva poi ribadito il proprio sostegno alle forze dell’ordine “a meno che non venga evidenziato che c’è qualche delinquente”, confermando che i post pubblicati sulla vicenda “assolutamente sì, li rifarei”.
Le dichiarazioni della premier, che escludono l’esistenza di uno scudo penale, introducono un elemento di tensione nel dibattito interno alla maggioranza, mentre l’inchiesta sull’omicidio di Rogoredo prosegue sotto il coordinamento della magistratura milanese.
