“Non hai diritti”: a Sanremo l’audio degli agenti contro gli attivisti scatena una bufera politica
A Sanremo esplode la polemica: audio della polizia agli attivisti di Extinction Rebellion, intervento della senatrice Ilaria Cucchi e denunce dopo la protesta.
La polemica è esplosa nel pieno del Festival di Sanremo, trasformando una protesta ambientalista in un caso politico e istituzionale destinato a far discutere. Al centro della vicenda c’è un audio diffuso dagli attivisti di Extinction Rebellion e rilanciato dalla senatrice Ilaria Cucchi, nel quale un agente di polizia pronuncia parole che hanno acceso un duro confronto sul tema dei diritti durante i controlli.
Sanremo e protesta Extinction Rebellion: cosa è accaduto
L’episodio si è verificato durante la serata inaugurale del Festival, sul green carpet davanti al Teatro Ariston di Sanremo. Un gruppo di attivisti di Extinction Rebellion ha inscenato una protesta pacifica, esponendo piccoli striscioni con messaggi ispirati ai titoli delle canzoni in gara. L’obiettivo era denunciare le politiche di greenwashing attribuite ai principali sponsor dell’evento.
L’intervento della sicurezza è stato immediato. Gli striscioni sono stati rimossi e tredici persone sono state accompagnate negli uffici di polizia per un fermo identificativo. Secondo quanto riferito dall’organizzazione, sarebbero stati fermati anche alcuni presenti che stavano riprendendo la scena con i loro dispositivi.
Le operazioni si sono protratte per diverse ore. L’ultimo attivista è stato rilasciato intorno alle 4.20 del mattino, dopo oltre sei ore di trattenimento.
L’audio della polizia e la denuncia della Cucchi
Durante le fasi del controllo, uno degli attivisti ha registrato un passaggio poi diffuso pubblicamente. Nell’audio si sente un agente affermare:
“Non hai nessun diritto quando ti trovi in fermo di polizia”.
Alla richiesta di chiarimenti, la stessa voce aggiunge:
“Se non è un diritto lo vedremo dopo, non adesso”.
Il contenuto della registrazione è stato rilanciato dalla senatrice Ilaria Cucchi, che sui social ha commentato con parole molto dure:
“Parole gravissime, che raccontano perfettamente in cosa si sta trasformando l’Italia dei decreti sicurezza. Quando parlavamo di deriva autoritaria sono stati in tanti a storcere il naso. Ora non abbiamo solo degli indizi. Abbiamo delle prove. Sono davanti agli occhi di tutti. Perché se un agente minaccia degli attivisti di privarli di tutti i loro diritti, non è solo un problema di quei ragazzi. È un problema di tutti”.
Le dichiarazioni hanno alimentato il dibattito politico, trasformando l’episodio in un caso nazionale legato al tema delle libertà e delle modalità di gestione dell’ordine pubblico.
Fogli di via, denunce e conseguenze dopo i controlli
Secondo quanto riferito dagli attivisti, i tredici fermati hanno ricevuto fogli di via obbligatori da Sanremo, con una durata variabile da uno a tre anni. A loro carico sarebbero state inoltre contestate la manifestazione non preavvisata e l’inottemperanza agli ordini dell’autorità.
Extinction Rebellion ha parlato di “comportamenti scorretti e non professionali” durante le operazioni e ha criticato l’utilizzo del foglio di via, ritenuto uno strumento sproporzionato rispetto alla natura pacifica dell’iniziativa.
Gli attivisti hanno inoltre sottolineato che la misura, prevista dal codice antimafia per situazioni di particolare gravità, sarebbe stata applicata in modo improprio, con effetti diretti sul diritto alla libera circolazione.
La vicenda resta al centro del confronto pubblico e politico, mentre continuano a emergere reazioni e richieste di chiarimenti sull’intervento e sulle decisioni adottate dalle autorità durante e dopo i controlli.