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Casi Milano e Roma, Feltri: “Mezze misure zero, chi sporca la divisa paghi”

Vittorio Feltri interviene sui casi di Milano e Roma: arresti tra poliziotti e carabinieri. “Chi indossa una divisa non può permettersi nemmeno l’ombra del sospetto”.

Milano e Roma, i casi che scuotono le forze dell’ordine

Tra Milano e Roma si susseguono vicende giudiziarie che, secondo Vittorio Feltri, non possono essere ignorate.
Nel capoluogo lombardo un poliziotto è stato arrestato con l’accusa di aver ucciso volontariamente uno spacciatore nel bosco di Rogoredo, simulando la legittima difesa.

Nella capitale, invece, un’inchiesta coinvolge 21 appartenenti alle forze dell’ordine, 12 carabinieri e 9 poliziotti, accusati di furti sistematici in concorso con una dipendente di un negozio alla stazione Termini.

“Non sono voci. Non sono illazioni. Sono atti giudiziari”, scrive Feltri.
E aggiunge: “Chi indossa una divisa non può permettersi nemmeno l’ombra del sospetto”.

Il direttore sottolinea come proprio chi difende ogni giorno poliziotti e carabinieri dagli attacchi ideologici debba pretendere da loro “un rigore assoluto. Non doppio standard. Non indulgenza corporativa”.

“Chi sbaglia deve pagare. Senza sconti”

Nel suo intervento, Feltri respinge sia la criminalizzazione generalizzata sia la difesa a prescindere.

“Se un cittadino comune ruba, è un reato. Se ruba chi è chiamato a reprimere il reato, è una ferita istituzionale”.

Il punto, chiarisce, non è mettere sotto accusa un intero corpo, ma evitare che pochi compromettano l’onore di migliaia di uomini e donne in divisa che ogni anno vengono feriti durante manifestazioni o muoiono in servizio.

“Non possiamo consentire che le mele marce diventino l’alibi di chi odia lo Stato. Ma non possiamo nemmeno chiudere gli occhi”.

E ancora: “La fiducia è un bene fragile. Si costruisce in decenni. Si incrina in pochi giorni”.

Da qui l’invito alla trasparenza e alla “pulizia interna”, perché “chi sbaglia deve pagare. Senza sconti. Senza protezioni. Proprio per difendere l’istituzione”.

Stipendi e responsabilità della divisa

Feltri affronta anche il tema delle retribuzioni.
Gli aumenti varati dal governo sono definiti “un passo, ma probabilmente non sufficiente”, considerando i rischi affrontati quotidianamente dagli operatori delle forze dell’ordine.

“Chi rischia la vita per lo Stato merita una retribuzione adeguata e un riconoscimento concreto”.

Ma aggiunge un passaggio netto: “La povertà non è una giustificazione morale. Ci sono persone benestanti che delinquono e persone umili che restano integerrime per tutta la vita. Il crimine non è una questione di busta paga. È una questione di coscienza”.

La conclusione è un monito: “Se la fiducia crolla, non crolla un reparto. Crolla un presidio dello Stato. E senza fiducia nelle forze dell’ordine, lo Stato arretra. E quando arretra lo Stato, avanza il disordine. Questo non possiamo permetterlo”.