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Ivrea, uomo trovato in una cascina con una bambina di due anni: «È mia figlia», ma il Dna lo smentisce

Una bambina arrivata dalla Georgia trovata a Ivrea con un uomo non suo padre. Indagini chiuse: ipotesi compravendita e processo imminente.

Una storia che ha subito allarmato gli investigatori e aperto uno scenario inquietante arriva da Ivrea, nel Torinese, dove una bambina di appena due anni e mezzo è stata trovata in una cascina insieme a un uomo che sosteneva di essere suo padre.

Ivrea, la bambina e il falso padre: cosa hanno scoperto gli investigatori

La piccola è nata a Tbilisi, capitale della Georgia, il 20 giugno 2023. I carabinieri l’hanno rintracciata durante un controllo, mentre viveva con un uomo italiano di 55 anni che, fin dal primo momento, ha dichiarato: «È mia figlia, sono il papà».

Gli accertamenti genetici hanno però ribaltato la versione. Il test del Dna ha escluso qualsiasi legame biologico tra l’uomo e la bambina. Da quel momento l’indagine della Procura di Ivrea si è concentrata sull’origine della minore e sulle modalità con cui era arrivata in Italia.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la madre biologica avrebbe partorito la bambina in Georgia e, subito dopo, avrebbe depositato presso l’ambasciata un documento con cui dichiarava di non volerla riconoscere. Un passaggio che ha complicato ulteriormente il quadro e rafforzato i sospetti su un possibile trasferimento irregolare della piccola.

L’inchiesta e l’ipotesi di compravendita internazionale

La Procura ha chiuso l’inchiesta nei giorni scorsi. Il 55enne, disoccupato, dovrà affrontare il processo con l’accusa di alterazione di stato civile in concorso con la donna che ha dato alla luce la bambina, residente nella regione dello Zhambil, nel distretto di Merkhen, in Kazakistan.

Gli investigatori ritengono che la minore possa essere stata venduta dalla madre e acquistata dall’uomo, che l’avrebbe poi portata in Italia dichiarando falsamente la paternità.

Durante l’interrogatorio, l’indagato ha fornito una versione diversa: «La mamma è scappata in Kazakistan e me l’ha lasciata. Ci eravamo conosciuti durante una vacanza a Cipro e abbiamo avuto una relazione». L’uomo ha aggiunto di avere disponibilità economiche grazie a un’eredità e ai risparmi del precedente lavoro.

Tuttavia, secondo la Procura, non sono emersi elementi a sostegno del racconto. Nel cellulare del 55enne è stata trovata una fotografia dell’aeroporto di Tbilisi, scattata nel luglio 2023. Il giorno successivo, sempre secondo gli atti, l’uomo avrebbe attestato falsamente davanti alla sezione consolare italiana di essere il padre della bambina.

Il futuro della bambina e le procedure di affido

Nonostante la complessità della vicenda, la piccola è stata trovata in buone condizioni di salute e l’uomo che la teneva con sé è stato descritto come premuroso e attento nei suoi confronti.

Ora la bambina è stata affidata ai servizi sociali ed è seguita dal Tribunale per i minorenni di Torino, che ha avviato la procedura di affido. È già stata individuata una famiglia disponibile ad accoglierla, mentre proseguono gli accertamenti giudiziari per chiarire tutti i passaggi della vicenda e le eventuali responsabilità.

Il procedimento penale nei confronti del 55enne dovrà stabilire se la minore sia stata effettivamente oggetto di una compravendita e se vi siano altri soggetti coinvolti nel trasferimento dall’estero all’Italia.