Pd sull’orlo della frattura: antisemitismo, Ihra e rischio nuove uscite
Il testo sull’antisemitismo approda in Aula al Senato. Nel Pd riemergono le divisioni sulla definizione Ihra, con il rischio di nuove defezioni dopo l’addio di Elisabetta Gualmini.
Palazzo Madama e il nodo della definizione Ihra
Martedì pomeriggio il provvedimento sull’antisemitismo approderà nell’Aula di Palazzo Madama.
Il testo, già modificato in Commissione Affari Costituzionali con l’eliminazione del divieto di manifestazioni e delle norme penali, arriva ora al passaggio decisivo.
Il punto più delicato resta la definizione operativa dell’Ihra, adottata in diversi Paesi occidentali per contrastare l’antisemitismo.
Una formulazione che all’interno del Partito Democratico ha già prodotto tensioni.
In passato, proprio su questo tema, si era consumato uno scontro tra il capogruppo al Senato Francesco Boccia, contrario all’inserimento nel testo, e il senatore della minoranza Graziano Delrio, che ne aveva fatto il fulcro della propria proposta.
Divisioni interne e ombre sul Nazareno
Al Nazareno il clima resta teso.
L’addio di Elisabetta Gualmini ha riacceso le preoccupazioni su possibili nuove uscite.
Secondo alcune valutazioni interne, una parte della minoranza dem potrebbe votare a favore del provvedimento anche in caso di linea ufficiale diversa, mentre altri guardano all’astensione come soluzione di compromesso.
Nel frattempo, il presidente dei senatori dem ha tentato di rinviare l’approdo in Aula, proponendo di calendarizzare prima il Media Freedom Act.
Una mossa letta come tentativo di evitare una nuova esposizione delle divisioni.
Il problema, per il Pd, non riguarda solo il fronte interno.
Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno espresso perplessità su una legge specifica sull’antisemitismo, rendendo incerto il quadro del cosiddetto “campo largo”.
La posizione della maggioranza e degli alleati
Sul fronte della maggioranza, la relatrice leghista Dasy Pirovano ha precisato: «L’obiettivo non è mettere il bavaglio alla critica politica, ma contrastare un fenomeno che va oltre le contingenze».
Anche il capogruppo di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha sottolineato che «deve essere una legge condivisa ampiamente».
Da Fratelli d’Italia è arrivato un messaggio di sintesi, con l’apprezzamento per il lavoro svolto in Commissione e per l’accoglimento di emendamenti dell’opposizione.
Con la maggioranza si schiera anche Italia Viva.
Il vicepresidente Enrico Borghi ha dichiarato: «Il profilo da noi impresso al confronto funziona, su questo terreno delicato c’è uno sforzo di coesione che va rilevato. Bisogna coglierne la portata con un voto favorevole».
Il voto in Aula potrebbe così rappresentare non solo un passaggio legislativo, ma un banco di prova politico per la segreteria di Elly Schlein, chiamata a gestire una nuova possibile frattura interna.
