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Crosetto senza filtri: “Se attaccassero noi oggi, saremmo impreparati”

Le operazioni di Stati Uniti e Israele contro l’Iran sono state pianificate per neutralizzare “i nodi chiave della struttura militare iraniana”. A riferirlo in Parlamento è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto al Senato per fare il punto sulla crisi nel Golfo Persico.

Obiettivi militari e fase operativa

Secondo Crosetto, le azioni hanno riguardato in particolare “i centri di comando, i sistemi di difesa aerea e le infrastrutture legate ai programmi missilistici e ai droni”, considerati da Washington e Tel Aviv una minaccia permanente e imminente.

“L’obiettivo di una azione su vasta scala è ridurre la capacità offensiva di Teheran. Le autorità israeliane hanno presentato l’offensiva come una azione preventiva contro una minaccia ritenuta esistenziale”.

Dal punto di vista tecnico-operativo, il ministro ha confermato che la fase iniziale è rientrata nella soppressione su vasta scala delle capacità di difesa aerea iraniane.

Energia, Hormuz e contraccolpi economici

Crosetto ha poi richiamato l’attenzione sugli effetti economici della crisi. “Il traffico commerciale risulta fortemente ridotto. La cosiddetta guerra commerciale è uno dei temi che dovremo affrontare, laddove non arrivano i missili arrivano certamente gli effetti economici”.

Particolarmente delicato il capitolo energetico. Dallo Stretto di Hormuz transita circa il 20% del petrolio mondiale, pari a 17-20 milioni di barili al giorno, oltre a più del 30% del commercio globale di gas naturale liquefatto.

“Anche una riduzione parziale o un aumento del rischio percepito è sufficiente a produrre effetti immediati sui prezzi”, ha spiegato. Il prezzo del greggio è già salito in modo significativo, mentre i costi assicurativi per il trasporto e le spese logistiche registrano aumenti fino al 30-40%, con possibili ripercussioni inflazionistiche in Europa.

Il caso Dubai e l’informazione mancata

Il ministro ha ricostruito anche la propria presenza nell’area nei giorni degli attacchi. “Il fatto che io fossi bloccato è stata una mia scelta, perché io immediatamente avrei potuto andarmene via da Dubai senza neanche comunicarlo, ho scelto in quel momento di restare, visto quello che stava succedendo. Avrò sbagliato come ministro, chiedo scusa, perché ero con i miei due figli e sono stato lì”.

Crosetto ha precisato che nessun Paese europeo era stato informato preventivamente dell’operazione: “Nessun Paese europeo ha ricevuto alcuna informazione, se non quando gli aerei erano in volo”.

“Sui droni siamo indietro”

Infine, un passaggio sulle capacità difensive italiane ed europee. “Di fronte a un attacco simile l’Italia farebbe peggio, perché le difese da queste nuove armi, che sono soprattutto i droni, sono molto più difficili rispetto alle armi tradizionali”.

“La guerra dei droni è un’invenzione ucraina, è cambiata completamente la visione e il modo di fare la guerra negli ultimi due anni in modo repentino”.

Un’ammissione che apre un fronte strategico per il futuro: investimenti, aggiornamento tecnologico e coordinamento europeo saranno centrali in uno scenario in cui la minaccia non è più solo convenzionale ma sempre più legata a sistemi automatizzati e attacchi asimmetrici.