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Cerno contro Schlein: “Tolga il velo dagli occhi su Khamenei, era un macellaio”

Le parole di Tommaso Cerno sono un attacco frontale alla segretaria del Pd Elly Schlein. Nel pieno delle tensioni internazionali legate all’Iran, il giornalista accusa la leader dem di avere “le idee confuse” sia sul ruolo dell’Italia nei rapporti con gli Stati Uniti sia sulla figura dell’ayatollah Ali Khamenei.

“Tolga il velo dagli occhi”

“Schlein tolga il velo dagli occhi su Khamenei. Visto che nessuno l’ha informata, le dico io chi era davvero il macellaio ayatollah”.

È questa la frase che sintetizza la posizione di Cerno, che contesta apertamente la narrazione della sinistra sulla crisi in Medio Oriente.

Secondo il direttore, la segretaria dem oscillerebbe tra due tesi contraddittorie: da una parte un governo italiano accusato di essere “schiavo” degli Stati Uniti, dall’altra lo stesso esecutivo descritto come “escluso” da Washington. Una lettura che, a suo avviso, dimostrerebbe incoerenza politica.

Il nodo del regime iraniano

Cerno concentra l’affondo sulla figura di Khamenei, definito senza mezzi termini “macellaio”. Il riferimento è alle repressioni interne, alla gestione autoritaria del potere e alle accuse rivolte al regime iraniano negli ultimi anni.

Per il giornalista, ignorare o attenuare questo profilo significherebbe rimuovere la natura del sistema teocratico di Teheran.

La critica si inserisce nel più ampio scontro politico italiano sulla guerra in Medio Oriente, dove le posizioni divergono sia sulle responsabilità internazionali sia sull’atteggiamento da tenere verso gli Stati Uniti e Israele.

Scontro politico interno

Il confronto tra maggioranza e opposizione si gioca anche sulla collocazione internazionale dell’Italia.

Da un lato chi rivendica una linea di alleanza con l’Occidente e una postura netta contro il regime iraniano, dall’altro chi chiede maggiore autonomia strategica e prudenza rispetto alle operazioni militari.

In questo quadro, l’intervento di Cerno rappresenta un’accelerazione polemica nel dibattito, con un linguaggio diretto che punta a mettere in difficoltà la leadership dem proprio sul terreno della politica estera.