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Veltroni durissimo contro Trump: “Il mondo rischia il caos, siamo tornati agli anni Trenta”

Secondo Walter Veltroni, la politica di Donald Trump rischia di stravolgere gli equilibri mondiali e aprire una stagione pericolosa per l’Europa e l’Occidente.

Veltroni: “Trump senza strategia può portare a esiti drammatici”

Secondo Walter Veltroni, l’attuale scenario internazionale rappresenta un momento estremamente delicato per gli equilibri geopolitici costruiti negli ultimi decenni. L’ex segretario del Partito democratico ritiene che alcune scelte politiche possano segnare una svolta storica.

“Siamo davanti alla fine dell’ordine internazionale che ha garantito decenni di pace. Ciascuno, a prescindere dall’Onu, si sente arbitro della possibilità di intervenire militarmente. La Cina si sentirà autorizzata ad aggredire Taiwan e Putin a fare quello che ha già fatto in Ucraina. Quella di Trump è una iniziativa senza strategia e obiettivi chiari che può portare a esisti drammatici e incontrollati”.

Nella sua analisi, Veltroni mette sullo stesso piano i grandi attori globali come Cina, Russia e Stati Uniti, ritenendo che la situazione internazionale possa diventare sempre più instabile. L’ex leader politico considera pericolosa la mancanza di una strategia chiara da parte dell’ex presidente americano Donald Trump, sottolineando come le decisioni di politica internazionale possano influenzare direttamente l’equilibrio globale.

Il paragone con Russia e Cina e il rischio di nuove tensioni globali

Nel ragionamento di Veltroni, l’attuale fase storica presenta elementi che ricordano periodi di forte instabilità internazionale. L’ex direttore de L’Unità sottolinea come la politica contemporanea sia influenzata da fattori interni e da dinamiche legate alla trasformazione digitale.

“Mi pare evidente che dietro ci siano calcoli di politica interna e non una bandiera americana con teschi a Beirut. Sotto il legittimo desiderio di libertà del popolo iraniano oppresso per decenni da una dittatura contro la quale il mondo civile avrebbe dovuto fare di più. Trump è l’epifenomeno di questa società digitale. Ha travalicato ogni aspettativa e immaginazione. Siamo piombati in una versione grottesca degli anni Trenta. È sconvolgente pensare che il bastione dell’Occidente rischi di diventare un’autocrazia come Russia, Cina e India”.

Il riferimento storico agli anni Trenta richiama uno dei periodi più complessi del Novecento. Veltroni ritiene che le scelte politiche delle grandi potenze possano avere effetti profondi sulla stabilità internazionale.

Veltroni invoca una risposta europea: “Diventare estremisti dell’Europa”

Per Walter Veltroni, la risposta alla fase di incertezza globale dovrebbe arrivare dall’Europa. L’ex leader del Partito democratico ritiene che un rafforzamento del progetto europeo sia l’unica strada possibile per evitare una deriva verso sistemi politici sempre più autoritari.

Secondo l’ex dirigente politico, la costruzione di una difesa comune rappresenta un passaggio decisivo nel percorso verso gli Stati Uniti d’Europa.

“C’è una solo una risposta possibile a questa deriva: diventare estremisti dell’Europa. La difesa comune è un pezzo decisivo degli Stati uniti d’Europa, perché è il contrario del nazionalismo. La spesa militare per difendersi ha una legittimità etica e politica, è quella per aggredire che non ha alcuna legittimità”.

Nella stessa intervista Veltroni sottolinea anche come, secondo alcuni sondaggi citati, in Italia la maggioranza dei cittadini esprima una valutazione negativa su Donald Trump. L’ex direttore de L’Unità richiama inoltre le dichiarazioni di Marina Berlusconi, ritenendo che il giudizio critico sull’ex presidente americano non riguardi soltanto l’elettorato di sinistra.

“Sono convinto – prosegue l’ex direttore de L’Unità – che, se oggi si convocasse una manifestazione su questo tema, scenderebbero in piazza almeno mezzo milione di persone. Non si può stare un po’ con Trump e un po’ con l’Europa. Nell’attesa che l’America torni l’America, o si sta con l’Europa o si sta con Trump”.

Infine, Veltroni si sofferma anche sul ruolo del governo italiano nel contesto internazionale.

“Il governo italiano deve decidere se porta l’Italia dalla parte dell’autocrazia o dalla parte della democrazia. Tertium non datur. È un errore aderire al Board of trade, lo chiamo così perché la pace ovviamente non c’entra nulla. È un errore fare la campagna elettorale per Orbán. Il mio Paese non può stare dalla parte di quelli che sparano alla gente per strada a Minneapolis”.