Guido Crosetto chiarisce il ruolo dell’Italia: “Le basi italiane come quelle spagnole, ma Sanchez è l’eroe, noi no!”
Alla Camera il ministro della Difesa Guido Crosetto interviene sulla crisi con l’Iran: guerra fuori dal diritto internazionale, Italia impegnata a gestire le conseguenze e la sicurezza.
Crosetto alla Camera: guerra con l’Iran fuori dal diritto internazionale
Il ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto alla Camera dei deputati a Roma per riferire sugli sviluppi del conflitto che coinvolge l’Iran e sulle implicazioni internazionali per l’Italia.
Durante le comunicazioni al Parlamento, il ministro ha definito il conflitto una crisi esplosa improvvisamente e fuori dalle regole tradizionali del diritto internazionale.
“Questa guerra, che si è aperta all’insaputa del mondo, è al di fuori delle regole del diritto internazionale”, ha dichiarato Guido Crosetto, sottolineando come l’avvio delle operazioni militari abbia sorpreso anche i vertici politici e militari internazionali.
Il ministro ha poi aggiunto un passaggio rilevante sulle modalità con cui sarebbe iniziata l’operazione militare: “Nessun governo al mondo, nemmeno la più alta catena di comando americana, sapeva della partenza degli aerei”.
La richiesta di aiuto dei Paesi del Golfo e il ruolo dell’Italia
Nel suo intervento, Guido Crosetto ha spiegato che l’Italia ha ricevuto una richiesta di supporto da parte dei Paesi del Golfo e ha partecipato alle attività di coordinamento con gli alleati europei.
Secondo il ministro, le decisioni operative vengono prese nell’ambito di una cooperazione condivisa con gli altri Paesi dell’Unione Europea.
“La crisi è difficile e drammatica, ci auguriamo che non lo diventi di più, ma non c’è nessun governo europeo, italiano o di altra parte del mondo che possa in questo momento fermare l’attacco che gli Stati Uniti e Israele stanno portando avanti”, ha spiegato il titolare della Difesa.
Guido Crosetto ha inoltre ricordato che l’Italia non ha il peso geopolitico delle grandi potenze mondiali e che il compito principale del governo è quello di affrontare le conseguenze della crisi.
“Noi siamo una potenza media con capacità diplomatiche, alleanze, volontà di interloquire con altri Paesi e una forza politica nel mondo molto limitata”.
Il ministro ha aggiunto che l’obiettivo dell’esecutivo è limitare l’impatto della crisi sul piano internazionale e sulla sicurezza nazionale.
Allerta militare e rischio crisi energetica nel Medio Oriente
Un altro passaggio centrale dell’intervento ha riguardato la risposta dell’Iran agli attacchi e le possibili ripercussioni regionali.
Secondo Guido Crosetto, la reazione di Teheran rappresenta un elemento nuovo e potenzialmente destabilizzante.
Il ministro ha spiegato che gli attacchi iraniani non si sono concentrati esclusivamente su Israele, ma hanno cercato di colpire un’area molto più ampia del Medio Oriente.
Questa strategia, secondo la valutazione del governo italiano, potrebbe avere come obiettivo la creazione di una crisi energetica globale, colpendo i Paesi del Golfo e l’area dell’Arabia, snodo fondamentale per il commercio mondiale.
Nel suo intervento Guido Crosetto ha anche citato il possibile coinvolgimento di Paesi come Turchia e Cipro, sottolineando che l’estensione del conflitto dipende anche dalla capacità missilistica di cui dispone l’Iran.
“Quando inizia a essere la Turchia, Cipro, questo significa che il raggio di reazione, di caos che ha in testa l’Iran dipende dalla lunghezza dei missili di cui può disporre”, ha spiegato il ministro.
Per questo motivo il livello di allerta militare è stato rafforzato, in coordinamento con altri Paesi europei.
Infine Guido Crosetto ha chiarito anche la posizione italiana sull’utilizzo delle basi militari: “L’uso delle basi che concede l’Italia è lo stesso di quello delle basi spagnole, identico, perché il trattato è identico, è lo stesso uso che sta concedendo Sanchez. Quindi noi concederemo lo stesso uso di Sanchez, lui però è l’eroe…”.
Il ministro ha concluso ricordando il lavoro di coordinamento europeo avviato insieme al collega tedesco Boris Pistorius, con l’idea di creare una cooperazione operativa tra più Paesi per rafforzare la presenza militare e navale nel Mediterraneo.
