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PiazzaPulita, scontro durissimo tra Mulè e Woodcock sulle intercettazioni, “37 mila telefonate nel mio fascicolo”

A PiazzaPulita duro confronto tra Giorgio Mulè e il magistrato Henry John Woodcock sulla riforma della giustizia e sulle intercettazioni. Il deputato di Forza Italia attacca duramente.

Giorgio Mulè contro Henry John Woodcock: scontro sulla riforma della giustizia

Il confronto tra politica e magistratura torna protagonista in televisione durante la puntata di PiazzaPulita, trasmessa su La7 giovedì 5 marzo. In studio si accende un duro botta e risposta tra il deputato di Forza Italia, Giorgio Mulè, e il magistrato Henry John Woodcock, noto per alcune inchieste che negli anni hanno fatto molto discutere.

Il dibattito si concentra sulla riforma della giustizia e sull’opposizione manifestata da parte di alcune toghe. Tra i magistrati critici c’è proprio Woodcock, che durante la trasmissione prova a spiegare le ragioni della sua posizione.

Il magistrato prende la parola e introduce il proprio intervento dicendo: “Il motivo per cui non ho mai partecipato a questa trasmissione…”.

La frase però viene immediatamente interrotta da Mulè, che decide di incalzarlo direttamente su un tema molto controverso: l’uso delle intercettazioni nelle indagini.

Il deputato di Forza Italia ricorda un episodio che lo riguarda personalmente e afferma: “Per forza, perché quando si trova davanti… Nel mio fascicolo ci sono 37mila telefonate”.

Il caso delle intercettazioni e la replica del magistrato Woodcock

La dichiarazione di Giorgio Mulè fa immediatamente salire la tensione nello studio televisivo. Il riferimento è all’utilizzo esteso delle intercettazioni in alcune indagini condotte in passato dal magistrato Henry John Woodcock.

Il metodo investigativo è stato più volte oggetto di polemiche politiche e mediatiche. Alcuni critici hanno definito l’uso delle intercettazioni come una pratica “a strascico”, cioè molto ampia e capace di coinvolgere un numero elevato di conversazioni telefoniche.

Di fronte alle accuse lanciate in diretta, Woodcock reagisce con fermezza e respinge la ricostruzione del deputato.

“Queste sono tutte balle sesquipedali”, replica il magistrato con tono stizzito durante il confronto televisivo.

Il dibattito nello studio prosegue con toni accesi, evidenziando ancora una volta la distanza tra alcune posizioni della politica e quelle della magistratura, soprattutto sul tema degli strumenti investigativi utilizzati nelle indagini penali.

Le parole di Woodcock su politica, magistratura e Movimento 5 Stelle

Nel corso della trasmissione Henry John Woodcock affronta anche altri aspetti legati alla riforma della giustizia. Tra i punti criticati dal magistrato c’è l’ipotesi di introdurre il sorteggio per alcuni incarichi.

Secondo Woodcock, il principio dell’“uno vale uno” non avrebbe dato risultati positivi. Nel suo ragionamento cita esplicitamente l’esperienza politica del Movimento 5 Stelle, sostenendo che proprio l’applicazione di quel principio avrebbe dimostrato i suoi limiti.

Il magistrato ricorda inoltre che anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un discorso del 2023, aveva definito quel principio “devastante”.

Durante l’intervento affronta anche il rapporto tra politica e magistratura, soffermandosi sulle dichiarazioni pubbliche dei rappresentanti del governo riguardo alle indagini in corso.

“Si coglie in qualche modo il senso dell’insofferenza del Presidente del Consiglio e di qualche ministro, perché ognuno deve fare il mestiere suo. Se tu, Presidente del Consiglio o ministro di riferimento, entri, tra virgolette, a gamba tesa e dici che” in una determinata indagine relativa a un caso di cronaca nera deve essere “contestato il tentato omicidio in realtà stai consumando un’invasione” di campo “perché bisogna pensare che tu puoi trovare dall’altra parte magari un giovane magistrato”, che possibilmente non ha ancora sviluppato adeguati anticorpi contro i condizionamenti politico-mediatici.