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Bersani contro la riforma Nordio: “Se vince il No lo dedichiamo a Falcone e Borsellino”

A Parma Pier Luigi Bersani interviene sul referendum sulla giustizia: critica la riforma Nordio e annuncia che la vittoria del No sarà dedicata ai magistrati uccisi.

Pier Luigi Bersani e il No alla riforma Nordio sul referendum della giustizia

Durante un incontro pubblico a Parma, organizzato dalla sezione pensionati della Cgil, Pier Luigi Bersani è intervenuto per spiegare le ragioni del No al referendum sulla riforma della giustizia, previsto per il 22 e 23 marzo.

L’ex segretario del Partito Democratico ha criticato alcuni punti centrali del progetto di riforma promosso dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, soffermandosi in particolare sulla separazione delle carriere tra magistrati e sull’istituzione dell’Alta corte disciplinare.

Secondo Bersani, queste modifiche rischierebbero di alterare l’equilibrio tra i poteri dello Stato previsto dalla Costituzione.

Nel corso dell’incontro, che ha registrato una forte partecipazione di pubblico, l’ex ministro ha espresso fiducia sulla possibilità che il No prevalga nel voto popolare.

Per Bersani una bocciatura della riforma rappresenterebbe una sorta di reazione civica da parte dei cittadini.

Ha parlato infatti di una “riscossa civica”, spiegando che molti italiani sarebbero pronti a difendere i principi costituzionali senza trasformare il confronto politico in uno scontro ideologico.

Le parole di Bersani: il No dedicato ai magistrati uccisi

Durante il suo intervento, Pier Luigi Bersani ha anche spiegato a chi dedicherebbe una eventuale vittoria del No al referendum.

“Qualcuno dedica questa riforma a Silvio Berlusconi: noi invece dovremmo dire con forza che dedichiamo il No a Livatino, ad Alessandrini, a Terranova, a Falcone, a Borsellino, a Bachelet…a gente che ci ha lasciato la vita per farci venire fuori da complotti, da mafie, dal terrore…”.

Le parole dell’ex leader del Partito Democratico hanno ricevuto l’applauso della sala.

Secondo Bersani, il referendum rappresenterebbe un passaggio decisivo per evitare un cambiamento che potrebbe incidere sulla separazione dei poteri tra magistratura ed esecutivo.

L’ex ministro ha ribadito che il dibattito non dovrebbe limitarsi a uno scontro politico tra schieramenti ma coinvolgere direttamente i cittadini.

A suo avviso, il voto referendario dovrebbe essere interpretato come un segnale della società civile nei confronti di una riforma che, secondo il fronte del No, non risolverebbe i problemi concreti del sistema giudiziario.

L’appello di Bersani alla sinistra: “Qui dobbiamo mettere un alt”

Nel suo intervento a Parma, Pier Luigi Bersani ha rivolto anche un messaggio ai settori della sinistra che stanno valutando la possibilità di sostenere il Sì al referendum.

“Cari compagni, se posso ancora chiamarvi così, guardate che questo non è un dibattito di accademia. Qui c’è in gioco la divisione dei poteri, si tocca un caposaldo della Costituzione. Dobbiamo dare un alt. Ma più passa il tempo, più credo cha qualcuno di loro lo capirà…”.

Secondo Bersani, il progetto di riforma non affronta alcune delle criticità più rilevanti del sistema giudiziario italiano.

Tra queste ha citato la durata dei processi civili, che in media arriverebbero a superare i cinque anni e mezzo, e la presenza di circa dodicimila lavoratori precari nel settore della giustizia.

L’ex segretario del Partito Democratico ha quindi invitato l’area progressista a trovare una posizione comune contro la riforma, sostenendo che il referendum potrebbe rappresentare un passaggio politico importante anche in vista delle prossime elezioni nazionali.

“Qui dobbiamo mettere un alt”.