Cazzullo non arretra sul caso Sal Da Vinci: “Non attacco Napoli, critico una canzone, sono un giornalista, devo essere libero di criticare”
Aldo Cazzullo torna sul caso Sal Da Vinci e difende il diritto di critica. “Criticare una canzone non significa attaccare Napoli”, dice in tv.
La polemica nata dopo il Festival di Sanremo non si spegne. Ospite del programma In altre parole su La7, il giornalista Aldo Cazzullo è tornato a parlare del dibattito nato attorno alle sue parole sulla canzone di Sal Da Vinci, ribadendo con fermezza la propria posizione e difendendo la libertà di critica.
Aldo Cazzullo difende la libertà di critica sul caso Sal Da Vinci
Durante la trasmissione condotta da Massimo Gramellini, Aldo Cazzullo ha affrontato nuovamente la discussione che negli ultimi giorni ha animato il dibattito televisivo e sui social.
Il giornalista ha chiarito che le sue osservazioni riguardavano esclusivamente la canzone presentata dal cantante e non avevano alcuna intenzione di colpire la città di Napoli.
“Criticare una canzone non significa criticare una città”.
Con queste parole Cazzullo ha voluto respingere le accuse di chi aveva interpretato il suo giudizio come un attacco più ampio alla cultura musicale partenopea.
Il giornalista ha poi sottolineato il ruolo che, secondo lui, dovrebbe avere chi svolge il mestiere dell’informazione.
“Il giornalista non deve fare la hola”.
Secondo Aldo Cazzullo, infatti, il compito di un cronista o editorialista non è quello di sostenere automaticamente ciò che piace al pubblico, ma di esprimere opinioni anche quando possono risultare impopolari.
“Io voglio essere libero di dire quello che penso”.
La polemica nata dopo Sanremo
La discussione era esplosa nei giorni successivi al Festival di Sanremo, quando alcune dichiarazioni di Aldo Cazzullo sulla canzone di Sal Da Vinci avevano provocato reazioni molto forti.
In una precedente apparizione televisiva, il giornalista aveva in parte ridimensionato la frase sul cosiddetto “matrimonio della camorra”, definendola una battuta.
Nel nuovo intervento televisivo, però, ha scelto di ribadire il principio della libertà di opinione.
“Sono un giornalista e voglio essere libero di esprimere le mie opinioni”.
Nel dibattito è entrato anche il tema della contrapposizione tra Nord e Sud, spesso evocato quando si discute di musica e cultura popolare.
Su questo punto Cazzullo ha cercato di smorzare i toni.
“È inutile, ormai siamo tutti italiani”.
La polemica continua tra tv e satira
Nonostante le spiegazioni, il caso continua a essere oggetto di commenti e ironie anche nel mondo dello spettacolo.
Tra gli episodi più citati c’è la parodia realizzata da Fiorello durante il programma radiofonico La Pennicanza. Nello sketch lo showman imitava Sal Da Vinci, immaginando una reazione ironica del cantante alla recensione negativa.
Nel siparietto comico il personaggio scherzava proprio sulla figura di Aldo Cazzullo e sul Corriere della Sera, quotidiano di cui il giornalista è editorialista.
“Cazzullo? Ci sono rimasto male. La mia famiglia ha sempre amato Cazzullo. Compravamo il Corriere e ritagliavamo solo il suo articolo, il resto del giornale lo buttavamo”.
La battuta, costruita in chiave surreale, si concludeva con un commento ironico sulla critica ricevuta dal cantante.
“E ora dice che la mia canzone è brutta!? Mi sento male”.
Il dibattito attorno alle parole di Aldo Cazzullo dimostra come, anche a distanza di giorni dalla fine del Festival di Sanremo, la discussione sulla musica e sulle recensioni continui ad alimentare polemiche e confronti nel mondo televisivo e mediatico.