Tommaso Cerno sotto attacco: “Gli omosessuali di destra non possono esistere?”
Tommaso Cerno racconta di aver ricevuto insulti omofobi dopo la sua apparizione a Bellamà su Rai2, mentre cresce la polemica politica sulla Rai.
Tommaso Cerno racconta gli attacchi dopo la puntata di Bellamà
Il direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno, è tornato al centro delle polemiche dopo la sua partecipazione al programma Bellamà, condotto su Rai2 da Pierluigi Diaco.
Il giornalista ha denunciato di aver ricevuto numerosi commenti offensivi e omofobi sui social dopo l’apparizione televisiva.
L’episodio si inserisce in un clima già teso attorno alla sua rubrica quotidiana “2 di picche”, una striscia di circa cinque minuti inserita nel palinsesto della rete.
Il programma era già finito sotto i riflettori nelle scorse settimane per le critiche di alcune opposizioni e del sindacato Usigrai, che avevano contestato ascolti ritenuti bassi e i costi della produzione.
Nel suo intervento, Cerno ha risposto alle critiche sostenendo che gli attacchi ricevuti sarebbero legati anche alla sua posizione politica.
“Non sento tutti questi grandi attivisti dei diritti con le bandiere arcobaleno difendere due omosessuali, Diaco e Cerno, attaccati perché cantano una canzone”.
Secondo il direttore del quotidiano, nel dibattito pubblico italiano esisterebbe una difficoltà ad accettare posizioni politiche diverse tra persone omosessuali.
“Il problema non è la canzone, ma il fatto che gli omosessuali di destra non possono esistere”.
La canzone di Sal Da Vinci e la polemica sul referendum
La polemica è nata dopo la puntata di Bellamà in cui Tommaso Cerno ha cantato alla chitarra il brano “Per sempre sì” di Sal Da Vinci, vincitore del Festival di Sanremo 2026.
L’esibizione è avvenuta insieme all’orchestra del programma e, secondo il giornalista, non aveva alcun collegamento con il referendum sulla giustizia.
“Semplicemente la canzone. Nulla che c’entrasse con il referendum, con il sì, con il no, con Gratteri. Ma non va bene”.
Nel corso della trasmissione, Cerno ha anche letto uno dei commenti ricevuti sui social per mostrare il tono delle critiche.
“Che schifo, non c’è niente che mi fa più schifo dei gay di destra che cantano”.
Le critiche sulla par condicio e il richiamo della Vigilanza Rai
Il caso ha alimentato anche una discussione politica sull’equilibrio informativo della Rai in vista del referendum previsto per il 23 marzo.
Il consigliere di amministrazione Roberto Natale ha parlato di una giornata caratterizzata da diversi episodi che, a suo giudizio, avrebbero mostrato squilibri nel trattamento delle posizioni politiche.
Tra questi ha citato la stessa striscia di Cerno, alcune dichiarazioni nel programma FarWest condotto da Salvo Sottile su Rai3 e le trasmissioni di Bruno Vespa su Rai1.
Secondo Natale, in questi casi non sarebbe stato garantito un equilibrio adeguato tra le diverse posizioni sul referendum.
Allo stesso tempo il consigliere Rai ha espresso solidarietà al direttore de Il Giornale per gli attacchi omofobi ricevuti.
Infine ha ricordato che la delibera della Commissione parlamentare di Vigilanza impegna il servizio pubblico a garantire equilibrio informativo durante la campagna referendaria.
Un principio che, secondo Natale, deve essere rispettato per tutelare la credibilità della Rai anche oltre il voto del 23 marzo.
