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Torino, madre fa penzolare nel vuoto il figlio di 2 anni dal balcone del settimo piano, la vicina chiama la polizia: “Volevo educarlo”

Nel Torinese una donna tiene il figlio di due anni a testa in giù fuori dal balcone. Inizialmente accusata di tentato omicidio, ora indagata per abuso dei mezzi di correzione.

La scena che ha sconvolto un tranquillo quartiere del Torinese si è consumata in pochi minuti ma ha lasciato dietro di sé un’ondata di indignazione e preoccupazione. Una donna ha afferrato il figlio di appena due anni e lo ha fatto penzolare nel vuoto dal balcone della propria abitazione, situata al settimo piano di un palazzo. Il gesto, visto da una vicina, ha immediatamente fatto scattare l’allarme alle forze dell’ordine.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la madre avrebbe sollevato il piccolo tenendolo per i piedi e lasciandolo sospeso a testa in giù oltre la ringhiera del balcone. Un’azione estremamente pericolosa che, per chi ha assistito alla scena, è apparsa come un possibile tentativo di fare del male al bambino. L’intervento tempestivo della polizia ha interrotto la situazione prima che potesse trasformarsi in una tragedia.

Torino, il bambino sospeso dal balcone del settimo piano

L’episodio risale al 29 settembre scorso e si è verificato in un comune della zona di Madonna di Campagna, nell’area metropolitana di Torino. Una vicina di casa, notando la scena dal proprio appartamento, ha capito immediatamente la gravità della situazione e ha deciso di chiamare le forze dell’ordine.

Quando gli agenti sono arrivati sul posto hanno trovato la donna con il bambino ancora tra le braccia. Il piccolo, fortunatamente, non ha riportato ferite fisiche. Tuttavia la dinamica dei fatti ha fatto scattare immediatamente un’indagine della Procura di Torino.

In un primo momento il fascicolo aperto dagli inquirenti ipotizzava un reato molto grave: tentato omicidio. Gli investigatori hanno infatti considerato la pericolosità estrema del gesto, compiuto a un’altezza di diversi piani dal suolo. Un eventuale errore o una perdita di presa avrebbe potuto provocare conseguenze drammatiche.

Dopo l’intervento della polizia, i due figli della donna sono stati immediatamente allontanati dalla madre. Inizialmente sono stati affidati a una famiglia, mentre successivamente è stato disposto l’inserimento dei minori in una struttura dedicata ai bambini.

L’indagine della Procura e la modifica dell’accusa

Nel corso delle indagini, la posizione della donna è stata rivalutata dagli inquirenti. La madre, originaria del Pakistan e arrivata in Italia da pochi mesi, ha spiegato agli investigatori che non aveva alcuna intenzione di fare del male al figlio.

Secondo la sua versione dei fatti, il gesto sarebbe stato compiuto per punire il bambino e “metterlo in riga” dopo una giornata caratterizzata da capricci e comportamenti difficili da gestire. La donna avrebbe parlato di un metodo educativo che, a suo dire, sarebbe diffuso nel contesto culturale da cui proviene.

Alla luce di queste dichiarazioni e delle verifiche effettuate, la Procura di Torino ha deciso di modificare il capo d’accusa. Il procedimento non riguarda più il tentato omicidio, ma il reato di abuso dei mezzi di correzione.

Si tratta di una fattispecie prevista dal codice penale italiano che punisce chi utilizza metodi sproporzionati o pericolosi con finalità educative. La norma interviene quando la disciplina imposta ai figli o ai minori supera il limite della liceità e si trasforma in una condotta potenzialmente dannosa.

I bambini affidati ai servizi sociali

Nel frattempo la situazione familiare resta sotto stretta osservazione. I due figli della donna non vivono più con la madre e sono stati affidati ai servizi sociali, che stanno seguendo il caso per valutare le condizioni del nucleo familiare e le capacità genitoriali della donna.

Gli operatori stanno monitorando la situazione con l’obiettivo di stabilire quale percorso possa garantire maggiore tutela ai minori. L’inchiesta giudiziaria, intanto, prosegue per chiarire nel dettaglio quanto accaduto e valutare eventuali responsabilità.

Il procedimento resta aperto e saranno gli sviluppi delle indagini e le decisioni dell’autorità giudiziaria a stabilire il futuro della vicenda e del rapporto tra la madre e i suoi figli.