Scontro nel centrodestra sul gas russo, Trump: “Ha fatto bene”, Tajani replica: “È solo la sua opinione”
Scontro politico sul gas russo: Matteo Salvini apre all’idea di Donald Trump sulle sanzioni, Antonio Tajani frena e l’opposizione attacca il governo.
Gas russo e sanzioni, Matteo Salvini apre alla proposta di Donald Trump
La crisi energetica legata alle tensioni internazionali riaccende il confronto politico in Italia. Al centro del dibattito c’è la possibilità di tornare ad acquistare gas e petrolio dalla Russia, ipotesi tornata di attualità dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran a seguito delle tensioni con Stati Uniti e Israele.
L’idea di allentare le sanzioni energetiche contro Mosca, proposta dal presidente americano Donald Trump, ha immediatamente acceso il confronto anche nel centrodestra italiano.
A intervenire è stato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha commentato positivamente l’ipotesi di rivedere le restrizioni sul petrolio russo.
“Non si tratta di essere pro Putin o anti Putin. Trump ha allentato le sanzioni secondo me ha fatto bene: gli Stati Uniti stanno straguadagnando, la Russia sta straguadagnando, la Cina il petrolio lo sta avendo uguale dall’Iran, chi ne sta pagando le conseguenze siamo noi così come per le sanzioni contro l’Ucraina. Non so se qualcuno si ricorda che le sanzioni contro Putin lo avrebbero messo in ginocchio nell’arco di poche settimane, sono passati quattro anni”.
Le parole del leader della Lega hanno riaperto una frattura che nel centrodestra italiano esiste da tempo: quella sul rapporto con le sanzioni imposte alla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022.
Antonio Tajani prende le distanze da Salvini, Meloni non commenta
Le dichiarazioni di Matteo Salvini non sono state accolte positivamente da Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, che ha subito preso le distanze dalla posizione del leader leghista.
“Le parole di Salvini sulla decisione di Trump di allentare le sanzioni alla Russia sul petrolio? È la sua opinione, non devo commentare. Io ho già detto quello che penso”.
La linea di Forza Italia resta infatti quella di mantenere le sanzioni contro Mosca, misura che secondo Tajani rappresenta uno strumento necessario per spingere il governo russo verso un cessate il fuoco.
Nel frattempo Fratelli d’Italia e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni non sono intervenuti ufficialmente sulla questione, anche se il tema resta sul tavolo della coalizione.
Il nodo energetico, aggravato dalla crisi nello Stretto di Hormuz e dall’aumento dei prezzi dei carburanti, è considerato uno dei dossier più delicati per l’esecutivo.
Opposizione all’attacco e il caso Futuro Nazionale di Vannacci
Lo scontro all’interno della maggioranza non è passato inosservato alle opposizioni.
Il vicepresidente di Italia Viva, Davide Faraone, ha criticato l’assenza di una linea chiara del governo.
“Un Paese serio dovrebbe avere una linea sola. Invece l’Italia offre al mondo il solito spettacolo del governo diviso. È il metodo Meloni: lasciare che gli alleati dicano tutto e il contrario di tutto, così da poter rivendicare ogni posizione e smentirne contemporaneamente ogni conseguenza. Ma la politica estera non è il gioco delle tre carte. Il silenzio, in questi casi, non è prudenza. È vigliaccheria politica”.
Ancora più duro il commento di Osvaldo Napoli della segreteria nazionale di Azione.
“Matteo Salvini si conferma una risorsa preziosa per Vladimir Putin, una spalla per i colpi di testa di Trump e un problema insolubile per Giorgia Meloni”.
Sulla stessa linea il deputato del Partito Democratico Piero De Luca, che ha chiesto chiarimenti immediati alla presidente del Consiglio.
“Le dichiarazioni di Matteo Salvini sono gravissime e preoccupanti. Sostenere che sia ‘giusto’ allentare le sanzioni sul petrolio russo come propone Trump significa indebolire la posizione europea contro l’aggressione di Putin all’Ucraina. Per questo Giorgia Meloni deve chiarire subito: qual è la posizione del governo italiano?”.
Nel dibattito è intervenuto anche Rossano Sasso, deputato di Futuro Nazionale vicino al generale Roberto Vannacci, che ha attaccato duramente la maggioranza.
“Nelle ultime 48 ore abbiamo assistito all’ennesima messa in scena del centrodestra sul tema gas russo e sanzioni. Da quando è nato Futuro Nazionale con Vannacci, abbiamo sempre votato contro tutto ciò che prevedeva sanzioni alla Russia e soldi a Zelensky, siamo stati coerenti”.
Sasso ha poi aggiunto: “Noi lo diciamo da tempo, e ora lo dice anche la Lega che fa finta di litigare con Forza Italia. Peccato però che i parlamentari leghisti abbiano votato mercoledi scorso proprio per prorogare la ‘pressione economica’ contro la Russia, a differenza di Futuro Nazionale che ha votato contro. Insomma la solita presa in giro di chi dice una cosa e poi ne fa un’altra”.
Il tema delle sanzioni alla Russia continua quindi a dividere la politica italiana, mentre la crisi energetica resta uno dei principali nodi del confronto europeo.
