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Briatore lancia l’appello per il Sì: “Il pm esultò per il sequestro del mio yacht come fosse quello di Riina, mi hanno rovinato e non hanno mai pagato”

Flavio Briatore rilancia il caso dello yacht sequestrato, denuncia abusi e invita a votare Sì al referendum sulla giustizia per responsabilizzare magistrati e pm.

Un racconto duro, diretto e carico di accuse riporta al centro del dibattito il tema della giustizia e delle sue responsabilità.

Flavio Briatore referendum giustizia: l’attacco ai magistrati

È Flavio Briatore a riaccendere la polemica con un video pubblicato sui social, in cui invita apertamente a votare Sì al referendum sulla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. L’imprenditore motiva la sua posizione raccontando la vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto per anni, legata al sequestro del suo yacht.

Sono il classico esempio di persecuzione che ho avuto dal Tribunale di Genova”, afferma Briatore, ripercorrendo i fatti avvenuti nel 2010, quando la sua imbarcazione venne sequestrata dalla Guardia di Finanza nei pressi del porto di La Spezia e successivamente trasferita a Genova.

Secondo l’imprenditore, l’operazione fu accompagnata da una forte esposizione mediatica e da comportamenti che definisce eccessivi: “Il Pm arrivato con seguito di televisioni, telegiornali ha dato un cinque a tutti i finanzieri per l’operazione brillante per aver sequestrato la nave di Briatore, neanche fosse stata la nave di Riina”.

“Sul mio yacht salivano con famiglia”: il racconto choc

Nel suo intervento, Flavio Briatore racconta episodi che considera simbolici di un sistema fuori controllo. Tra questi, uno in particolare: “Come sfregio il giorno dopo un altro grado delle finanze coi Bermuda è venuto in barca con la moglie col pareo e il bambino col con la biciclettina. E cosa hanno fatto? Hanno visitato la barca”.

L’imprenditore sostiene che l’imbarcazione fosse diventata una sorta di “trofeo”, denunciando comportamenti che, a suo dire, non sarebbero stati consentiti. La vicenda, sempre secondo il suo racconto, si sarebbe protratta per oltre dieci anni, con conseguenze economiche e personali rilevanti.

Briatore sottolinea inoltre di aver continuato a sostenere i costi dell’equipaggio durante tutto il periodo: “Qualunque perdita faceva la società mi ero impegnato a saldarla, come ho sempre fatto”.

Vendita dello yacht e assoluzione: il nodo delle responsabilità

Uno dei passaggi più critici riguarda la vendita dell’imbarcazione, avvenuta prima della decisione definitiva della Cassazione. “Hanno fatto la porcata di vendere questa barca senza avere il motivo e il titolo per poterla vendere”, afferma Flavio Briatore, spiegando che la cessione sarebbe avvenuta durante il periodo del Covid e a un prezzo inferiore al valore.

Poche settimane dopo, secondo quanto raccontato, sarebbe arrivata l’assoluzione definitiva: “dopo 12 anni di merda che mi hanno gettato”.

Da qui l’appello finale: “Questo non voglio che succeda a nessuno”, aggiungendo che, a suo avviso, magistrati e pubblici ministeri dovrebbero rispondere dei propri errori come avviene in altre professioni. “Se un dottore, un chirurgo sbaglia un’operazione paga. I giudici, i Pm non pagano mai”.

Il video si chiude con un invito esplicito: “Per cui ragazzi votate sì”, definendo il referendum non come una questione politica ma come una tutela per i cittadini.