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Cerno difende Meloni: “Ha affrontato subito la sconfitta”

Tommaso Cerno analizza la reazione di Giorgia Meloni dopo il referendum sulla giustizia, parlando di responsabilità politica e rapporto con gli italiani.

Tommaso Cerno Giorgia Meloni: la lettura dopo il referendum

Nel dibattito seguito al referendum sulla giustizia, si inserisce anche l’analisi del giornalista Tommaso Cerno, che ha commentato la posizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Secondo Tommaso Cerno, la premier non avrebbe cambiato linea, ma avrebbe mostrato una continuità politica già nota.

“Giorgia Meloni non è cambiata. È semplicemente tornata. Una versione reloaded della prima donna eletta a Palazzo Chigi”, ha dichiarato.

Il riferimento è alla scelta della presidente del Consiglio di intervenire subito dopo l’esito del referendum, pur non essendo formalmente obbligata a farlo.

“Non era un atto dovuto, perché aveva chiarito che la strada del giudizio popolare non si incrociava con quella del governo. Ma i leader politici fanno così: quando l’incendio è grosso, sono quelli che entrano per primi”, ha aggiunto.

Il significato del No e il tema del garantismo

Nel suo intervento, Tommaso Cerno ha interpretato il risultato referendario come un segnale politico più ampio rispetto al contenuto tecnico della riforma.

“La premier di quel referendum ha guardato l’anima. Quel No contiene un atto di accusa contro la destra che siede a Palazzo Chigi su mandato degli italiani, che non ha nulla a che vedere con la natura tecnica del quesito, né con la riforma voluta da Carlo Nordio”, ha affermato.

Il giornalista ha poi affrontato il tema del garantismo, evidenziando le diverse interpretazioni nel confronto politico.

“E nemmeno con il garantismo, la parolaccia più di moda di questi tempi: la sinistra ne abusa accusando la destra di «garantire» gli amici suoi. Una balla. La destra ne abusa accusando i magistrati di «garantire» sempre se stessi e la propria impunità”, ha dichiarato.

Nel suo ragionamento, Tommaso Cerno ha citato anche i casi di Andrea Delmastro, Giusi Bartolozzi e Daniela Santanchè, sottolineando le differenze tra le situazioni.

Responsabilità politica e ruolo delle istituzioni

L’analisi di Tommaso Cerno si concentra infine sul rapporto tra responsabilità istituzionale e comportamento dei rappresentanti di governo.

“Proprio per garantire che tutti i cittadini siano uguali davanti alla legge, tu che sei chiamato a guidarli devi dare l’esempio, privandoti di alcuni diritti che ti spetterebbero se non sedessi in un governo. Non è dare ragione ai giudici, è dare fiducia agli italiani”, ha spiegato.

Secondo questa lettura, la questione del garantismo si intreccia con quella della credibilità politica, soprattutto per chi ricopre incarichi istituzionali di vertice.

Il commento si inserisce in un contesto ancora segnato dalle tensioni seguite al referendum, con un confronto politico che continua a svilupparsi su più livelli, tra interpretazioni del voto e prospettive future.