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Crosetto dopo il referendum scuote tutti: “Non dormo più per la guerra in Iran”

Guido Crosetto commenta il referendum e la guerra in Iran: nessun contraccolpo per il governo Meloni, no a elezioni anticipate e forte allarme per crisi internazionale.

Crosetto guerra Iran e referendum al centro dello scontro politico

Il ministro della Difesa Guido Crosetto interviene dopo l’esito del referendum, respingendo l’idea che il risultato rappresenti una battuta d’arresto per il governo guidato da Giorgia Meloni. In un’intervista, il cofondatore di Fratelli d’Italia ha chiarito che, a suo giudizio, il voto non colpisce direttamente l’esecutivo, ma evidenzia piuttosto criticità legate alla giustizia e ai valori democratici.

“Il Sì ha perso. Nemmeno senza troppe sorprese, perché i sondaggi lo avevano previsto da quattro settimane”, ha dichiarato Guido Crosetto, sottolineando come il risultato fosse già stato anticipato dalle rilevazioni. Secondo il ministro, il voto riflette una tendenza consolidata nel Paese: “Il nostro è un Paese che si unisce più facilmente dietro ai No”.

Pur ridimensionando il peso politico del fronte vincente, definito come un insieme eterogeneo, Crosetto ha comunque riconosciuto l’importanza del segnale emerso dalle urne: “Il fronte del no ha unito tante cose diverse, tra loro spesso incompatibili o, addirittura, antitetiche. Per questo io riduco il peso politico dell’armata eterogenea che canta vittoria, ma attribuisco un valore enorme al voto. Che deve far riflettere, capire e agire. Ma senza isterismi”.

La posizione su Trump, Nato e alleanze internazionali

Uno dei punti più discussi riguarda il presunto legame tra il risultato referendario e la vicinanza politica tra Giorgia Meloni e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Una lettura che il ministro ha respinto con decisione.

“Questa storia della vicinanza a Trump, usata per delegittimare il governo, non so se sia più ridicola o più pretestuosa al limite dell’offesa”, ha affermato Guido Crosetto, ribadendo l’autonomia dell’Italia nelle scelte strategiche.

Nel suo intervento, il ministro ha anche ribadito il valore dell’alleanza con gli Stati Uniti, considerata centrale per la sicurezza nazionale ed europea: “L’alleanza con gli Usa è garanzia di libertà e sicurezza per l’Italia e l’Ue”.

Crosetto ha poi invitato a distinguere tra la figura politica di Donald Trump e il ruolo strutturale degli Stati Uniti nello scenario globale: “Trump passerà, come tutti, ma l’Italia, l’Ue, l’Occidente e gli Usa devono rimanere alleati”. Secondo il ministro, un’Europa priva del supporto americano rischierebbe di trovarsi in una posizione di debolezza strategica per molti anni.

Preoccupazione per Iran e no a elezioni anticipate

Il tema più delicato affrontato dal ministro riguarda la guerra in Iran e le sue possibili conseguenze. Guido Crosetto ha espresso una forte preoccupazione per l’evoluzione del conflitto e per i riflessi sulla stabilità globale.

“Vivo questa guerra e le sue possibili conseguenze ventiquattr’ore al giorno. Sono costretto a sapere cose che non mi fanno più dormire. Per ciò che potrà accadere nelle prossime settimane, per gli effetti che avrà sull’economia e sulla nostra vita quotidiana”, ha dichiarato.

Sul piano politico interno, Crosetto ha escluso l’ipotesi di elezioni anticipate, ritenute inopportune nel contesto attuale segnato da tensioni internazionali: “Il voto anticipato penso spaventi più il campo largo che il centrodestra”, ha spiegato, aggiungendo che “in questo momento il senso di responsabilità ci impone di lavorare per affrontare le varie crisi in atto”.