Vittorio Feltri durissimo su Ilaria Salis: “Basta vittimismo, non è una perseguitata”
Vittorio Feltri critica Ilaria Salis: nessuna persecuzione, ma rispetto delle regole. Duro affondo contro il vittimismo e la narrazione mediatica.
Feltri Salis e il tema delle regole uguali per tutti
Le parole di Vittorio Feltri intervengono con toni netti su una vicenda che continua a far discutere, quella che coinvolge Ilaria Salis. Il giornalista contesta apertamente la rappresentazione mediatica della vicenda, ritenuta eccessivamente orientata verso una narrazione vittimistica.
“La vicenda che richiami è l’ennesima dimostrazione di come, in Italia, si sia ormai consolidata una curiosa abitudine: trasformare in vittima chi, in realtà, è semplicemente soggetto alle regole come tutti gli altri”, afferma Vittorio Feltri.
Nel suo intervento, Feltri richiama quanto accaduto durante la comparizione in tribunale in Ungheria di Ilaria Salis, sottolineando come l’uso delle catene, pur discutibile, rappresenti una prassi prevista in quel contesto. “Abbiamo visto Ilaria Salis comparire in un’aula di tribunale ungherese in catene e si è levato un coro indignato, come se si trattasse di un trattamento riservato esclusivamente a lei. In verità, si tratta di una prassi applicata ai detenuti in attesa di giudizio in quel contesto”.
La polemica sulla “perquisizione” e il ruolo delle forze dell’ordine
Nel ragionamento del giornalista, la vicenda recente legata alla presunta perquisizione rientrerebbe nello stesso schema. “Si parla di «perquisizione», poi si scopre che perquisizione non vi è stata. E tuttavia la polemica resta, perché ciò che conta non è il fatto, ma la narrazione. E la narrazione è sempre la stessa: Salis come vittima”.
Feltri sottolinea come, in contesti caratterizzati da elevata attenzione sul piano dell’ordine pubblico, i controlli rappresentino una prassi ordinaria. “In un contesto di allerta elevata per una manifestazione con migliaia di partecipanti, le forze dell’ordine fanno il loro mestiere. E il loro mestiere è prevenire, non rincorrere i problemi quando ormai sono esplosi”.
Secondo questa ricostruzione, eventuali verifiche non costituirebbero un abuso, ma rientrerebbero nelle normali attività di prevenzione: “Se esiste una segnalazione, se esiste un contesto potenzialmente critico, il controllo è non soltanto legittimo, ma doveroso”.
“Basta vittimismo”, l’affondo finale di Feltri
Nel passaggio conclusivo, Vittorio Feltri rivolge un richiamo diretto al rispetto delle regole, soprattutto da parte di chi ricopre ruoli istituzionali. “Chi rappresenta le istituzioni dovrebbe essere il primo a dare l’esempio, mostrando disponibilità e rispetto per le regole. Non a invocare una sorta di immunità morale, come se il mandato politico fosse uno scudo contro ogni verifica”.
Il giudizio si fa ancora più netto quando il giornalista affronta il tema del vittimismo: “Lasciami dire che questo vittimismo permanente ha stancato. Non si può, ogni volta, evocare la persecuzione quando ci si trova semplicemente di fronte all’applicazione delle norme che valgono per tutti”.
Infine, il richiamo al principio dello Stato di diritto: “In uno Stato di diritto, la legge è uguale per tutti. Non è uno slogan, è un principio”.

Vittorio Feltri è sempre cristallino nelle sue analisi ed è un esempio di grande giornalismo.
Dovrebbero pubblicare tutti i suoi scritti in volumi: non solo sarebbero un modello per tutti su come si deve impostare un articolo o un tema e su come si deve esporre in modo argomentato, corretto e chiaro il proprio pensiero; ma rappresenterebbero anche un esempio di pensiero critico, lucido e non fazioso sull’attuale scenario sociale, politico e culturale.
Magari ce ne fossero di giornalisti come lui!