Prof calabrese al Nord accusa: “300 euro per tornare dai figli, un quinto dello stipendio bruciato, così non si può andare avanti”
Il docente Antonio Talarico denuncia il caro voli tra Como e Calabria: 300 euro per Pasqua, costi insostenibili e richiesta di intervento politico.
Tornare a casa per riabbracciare i propri figli si trasforma in un sacrificio economico sempre più pesante, soprattutto per chi vive lontano per lavoro. È la denuncia che arriva da Antonio Talarico, docente calabrese trasferitosi al Nord, che racconta le difficoltà nel sostenere i costi dei viaggi durante le festività, con cifre che incidono pesantemente sul suo stipendio.
Caro voli Calabria, la denuncia del docente fuorisede
A parlare è Antonio Talarico, 43 anni, insegnante che vive e lavora in provincia di Como, lontano dalla sua terra e dalla sua famiglia. Per trascorrere le festività pasquali con i figli, ha dovuto affrontare una spesa di circa 300 euro solo per il viaggio di ritorno in Calabria.
“Sono un docente fuorisede e per tornare in Calabria dai miei figli piccoli spendo centinaia di euro. Vivo e lavoro in provincia di Como, e a Pasqua ho speso 300 euro per tornare dalla mia famiglia. Migliaia di persone sono nella mia condizione, eppure la politica non fa nulla per aiutarci”.
Una situazione che, secondo il docente, non riguarda solo il suo caso personale ma coinvolge migliaia di lavoratori del Sud costretti a spostarsi per motivi professionali. Il problema principale resta il costo elevato dei collegamenti, in particolare dei voli, che risultano tra i più cari a livello nazionale.
Costi insostenibili e stipendi colpiti: “Un quinto se ne va così”
Il peso economico di questi spostamenti è significativo. Lo stesso Antonio Talarico sottolinea come una parte consistente del suo stipendio venga assorbita dai viaggi necessari per mantenere un legame con la famiglia.
“Ho fatto un sacrificio per poter lavorare, ma poi per tornare a casa sua mi trovo a perdere un quinto di quello che guadagno”.
Alle spese di viaggio si aggiungono quelle legate alla vita quotidiana lontano dalla propria regione: affitto, utenze e costi di trasporto locali. Una condizione che, nel complesso, porta a superare anche i mille euro mensili.
Il docente evidenzia inoltre come, nonostante la prenotazione anticipata, i prezzi restino elevati, soprattutto nei periodi di maggiore richiesta come le festività. Il treno rappresenta un’alternativa poco praticabile per via dei tempi di percorrenza, che possono arrivare fino a dieci ore.
“Il caro biglietti è esasperante, un quinto dello stipendio se ne va così. Noi docenti fuorisede cerchiamo di trovare sempre il momento per tornare a casa ma ultimamente sta diventando difficile anche prenotando con anticipo”.
Richiesta di intervento: “Servono aiuti anche per la Calabria”
Oltre alla denuncia personale, emerge una richiesta precisa rivolta alle istituzioni. Secondo Antonio Talarico, è necessario un intervento politico che possa sostenere economicamente chi è costretto a vivere lontano dalla propria terra.
“Serve intervento politico che possa dare sostegno alle famiglie. La nostra terra, le nostre regioni del Sud, soprattutto quelle come la Calabria, hanno enormi difficoltà ad offrire delle possibilità. Molti di noi sono costretti ad andare via per poter vivere ma questo cortocircuito non può ricadere tutto su di noi”.
Tra le possibili soluzioni indicate, vi è l’estensione della continuità territoriale, già prevista per regioni come Sicilia e Sardegna, anche alla Calabria, al fine di garantire tariffe agevolate per i voli.
“Anche per noi però non è facile raggiungere le nostre case”.
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio che riguarda migliaia di lavoratori meridionali, tra cui molti docenti, che affrontano quotidianamente difficoltà economiche e logistiche per mantenere un legame con le proprie famiglie, in assenza di misure strutturali adeguate.
