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Svolta Vannacci, i suoi affossano il decreto bollette e si schierano con il PD e M5S

Il caso Vannacci esplode dopo il voto in Parlamento: i suoi deputati respingono il decreto bollette e si allineano alla sinistra su un passaggio chiave.

Vannacci e il voto sul decreto bollette alla Camera

Il caso politico legato a Roberto Vannacci torna al centro della scena dopo quanto accaduto alla Camera, dove i parlamentari riconducibili al suo progetto politico hanno assunto una posizione in aperta controtendenza rispetto al centrodestra. Durante la votazione sul decreto bollette, i deputati Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo hanno infatti espresso voto contrario sia al provvedimento sia alla fiducia posta dal governo.

Una scelta che ha suscitato attenzione per le implicazioni politiche, considerando la linea dichiarata in precedenza dal generale. Solo pochi mesi fa, il 12 febbraio 2026, Roberto Vannacci aveva presentato il movimento “Futuro Nazionale” definendolo una forza collocata in una “destra pura”, escludendo qualsiasi ipotesi di collaborazione o sostegno alla sinistra.

Le dichiarazioni e il cambio di posizione

Nel corso delle settimane, tuttavia, la linea politica si è rivelata meno definita. Lo stesso Roberto Vannacci, intervenendo pubblicamente nei giorni precedenti al voto, aveva utilizzato una metafora per spiegare il concetto di fiducia nei confronti dell’esecutivo: “La fiducia… non so se lei sia sposato, no? Ma è come il credito che lei dà a sua moglie anche se le cucina un piatto che a lei non piace, per esempio la trippa. Non è che se sua moglie le cucina la trippa, lei divorzia da sua moglie”.

Una dichiarazione che lasciava intendere un possibile sostegno, almeno formale, al governo. Tuttavia, il comportamento parlamentare ha seguito una direzione diversa, con un voto contrario sia nel merito sia sulla fiducia.

Scenario politico e possibili sviluppi

Il voto espresso dai tre deputati ha determinato un allineamento con le posizioni dell’opposizione, tra cui quelle riconducibili a Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Una convergenza che, sul piano parlamentare, rappresenta un passaggio significativo.

La scelta si inserisce in un contesto politico complesso, caratterizzato da equilibri in evoluzione e da dinamiche interne agli schieramenti. Il posizionamento del gruppo legato a Roberto Vannacci resta al centro dell’attenzione, anche in vista dei prossimi passaggi parlamentari e delle possibili ripercussioni sugli assetti politici nazionali.