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Tommaso Cerno accusa la sinistra: “Antifascismo usato come scudo politico e terrorismo”

Tommaso Cerno critica la sinistra sull’uso dell’antifascismo, citando casi come Mohammed Hannoun e Rima Hassan e parlando di derive pericolose in Europa.

Tommaso Cerno e le accuse sull’antifascismo

Le parole di Tommaso Cerno aprono un nuovo fronte di polemica politica sul significato e sull’uso dell’antifascismo nel contesto attuale. Secondo il giornalista, la sinistra contemporanea si troverebbe in una dinamica autoreferenziale, in cui “parla da sola” e costruisce narrazioni sempre più distanti dalla realtà.

“L’impressione è che la sinistra parli da sola e, come dentro una matrioska, infili bugie sempre più grandi sotto l’etichetta degli antifa”, afferma Cerno, denunciando quello che considera un uso distorto di un patrimonio storico condiviso.

Nel suo intervento, il riferimento è diretto ai valori della Resistenza, descritti come fondamento della Repubblica italiana grazie al contributo di diverse correnti politiche. “Un oltraggio all’antifascismo, ai valori della Resistenza cattolica, socialista e liberale che con i comunisti all’opposizione ha costruito i valori della repubblica, nel nome della pacificazione”, sostiene.

Il richiamo agli anni di piombo e le tensioni politiche

Nel proseguire la sua analisi, Tommaso Cerno evidenzia come, a suo avviso, l’attuale clima politico presenti elementi di forte tensione. “Nel nome di quell’antifascismo, dalla piazza al palazzo, si costruisce oggi l’antagonismo ai governi eletti”, dichiara.

Il paragone è netto e richiama una stagione storica complessa: “Somiglia molto più agli anni di piombo che alla festa della Liberazione”. Una riflessione che si inserisce nel dibattito più ampio sul significato delle manifestazioni pubbliche legate alla memoria storica.

Tra gli esempi citati, viene ricordato un episodio avvenuto a Roma, con la presenza di simboli controversi durante celebrazioni istituzionali. “La verità è che i partigiani sono morti, quelli veri”, prosegue Cerno, sottolineando una distanza tra la memoria storica e l’uso contemporaneo del termine “partigiano”.

I casi Mohammed Hannoun e Rima Hassan

L’analisi si conclude con il riferimento a episodi recenti che, secondo Tommaso Cerno, rappresenterebbero manifestazioni concrete delle criticità evidenziate. Vengono citati i nomi di Mohammed Hannoun, detenuto in Italia con l’accusa di finanziamento a Hamas, e di Rima Hassan, eurodeputata franco-palestinese arrestata con l’accusa di apologia del terrorismo.

“Ecco perché le cronache si riempiono di anarchici bombaroli, di jihadisti che si professano libertari e persino di europarlamentari che usano l’antifascismo come scudo per il nuovo terrorismo”, conclude.