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Scontro totale nel M5s, Grillo sfida Conte, pronto a riprendersi il simbolo e il partito

Beppe Grillo pronto a riprendersi il simbolo M5s mentre Giuseppe Conte accelera sulle primarie del campo largo, riaprendo tensioni interne e nuovi scenari politici.

Beppe Grillo e Giuseppe Conte, scontro sul simbolo M5s

Si riaccende lo scontro interno al Movimento Cinque Stelle mentre Beppe Grillo torna al centro della scena politica, alimentando nuove tensioni con Giuseppe Conte. L’ipotesi che circola tra gli addetti ai lavori è che la recente accelerazione dell’ex premier verso le primarie del campo largo abbia avuto come effetto quello di riattivare il fondatore del Movimento.

Tra i sostenitori storici, infatti, prende forma una convinzione precisa: “Beppe ce la può fare”. Il riferimento è alla causa legale avviata da Grillo per riottenere il controllo del nome e del simbolo del M5s. Una battaglia che, secondo chi lo ha sentito recentemente, il fondatore starebbe affrontando con determinazione, anche sul piano personale.

Non manca però la delusione per l’evoluzione del Movimento. Nei contatti con i suoi fedelissimi, Grillo avrebbe espresso amarezza “per quello che è diventato il Movimento” e per il comportamento di alcuni parlamentari eletti, a suo dire, grazie alla sua figura.

La causa legale e il possibile duello decisivo

Il confronto tra Grillo e Conte si prepara a entrare in una fase decisiva. La prima udienza della causa sul simbolo dovrebbe svolgersi nel mese di luglio, segnando un passaggio chiave per il futuro del Movimento.

Secondo fonti vicine all’ex garante, la decisione di procedere per vie legali sarebbe stata attentamente valutata. “Beppe ha riflettuto a lungo e sa di potersela giocare”, riferisce un ex esponente pentastellato, sottolineando come la scelta comporti anche rischi legati a eventuali richieste di risarcimento avanzate da Conte.

Nel frattempo, si inseriscono ulteriori elementi di tensione. Fa discutere, ad esempio, l’incontro tra Giuseppe Conte e Paolo Zampolli, che ha sollevato interrogativi tra alcuni esponenti vicini a Grillo. “Perché Conte non ha incontrato Zampolli nella sede del Movimento?”, è la domanda che circola tra i critici.

Le posizioni degli ex M5s e i riferimenti giuridici

Nel dibattito intervengono anche ex rappresentanti del Movimento, convinti della fondatezza delle ragioni del fondatore. “È una battaglia di dignità”, afferma Marco Bella, ex deputato vicino a Grillo, aggiungendo: “È una questione valoriale, non è rimasto più nulla dei principi del M5s, a partire dal doppio mandato. Per Grillo è come se qualcuno gli avesse occupato la casa e ora vuole riprendersela”.

Sul piano giuridico, vengono richiamati elementi considerati rilevanti. L’avvocato Lorenzo Borrè, esperto delle dinamiche legali del Movimento, evidenzia due aspetti: “Ci sono due elementi che io ritengo tetragoni a sostegno delle ragioni di Grillo, il primo è la sentenza del tribunale di Genova del 2021, che ha sancito la titolarità del simbolo in capo a Beppe Grillo e all’associazione del M5s fondata nel 2012, il secondo è che la stessa associazione fondata nel 2017, quella attuale, nel precedente Statuto riconosceva a Grillo la proprietà del simbolo”.