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Caso Santanchè-Pascale, torna la polemica sulle borse false: “Non avrebbero creduto a una napoletana”

Francesca Pascale torna sul caso delle borse Hermès regalate da Daniela Santanchè: racconta l’imbarazzo in boutique e il sospetto sull’origine della vicenda.

Una storia che sembrava archiviata torna improvvisamente al centro dell’attenzione, riaccendendo polemiche e interrogativi sul presunto caso delle borse di lusso contraffatte.

Francesca Pascale e le borse Hermès: il racconto dell’imbarazzo

Ospite di un podcast, Francesca Pascale ha ripercorso uno degli episodi più discussi degli ultimi anni, legato alle borse Hermès che le sarebbero state regalate da Daniela Santanchè.

Fin dalle prime battute, la stessa Pascale invita alla cautela, facendo riferimento anche a possibili sviluppi legali: “Per adesso ha minacciato la querela, quindi attenzione come ne parliamo perché mi ha regalato una borsa falsa. Due borse”.

Il racconto entra poi nel dettaglio del momento in cui avrebbe scoperto la presunta contraffazione, un episodio che lei descrive come particolarmente delicato.

“Succede che Dudù (il cane di Berlusconi) rosicchia il manico. Disperata. Dico vabbé, vado ad aggiustarla. Quando mi reco da Hermès a Milano la controllano e mi avvisano di entrare nel retro del negozio dicendomi che la borsa era un oggetto contraffatto. Io mi sono sentita morire”.

Un passaggio che mette in evidenza il forte imbarazzo vissuto da Francesca Pascale in quel momento.

Il confronto e il dubbio sulla provenienza del regalo

Nel proseguire il racconto, Francesca Pascale sottolinea come il problema non fosse tanto il valore materiale dell’oggetto, quanto il senso di inganno percepito.

“Capirai una napoletana e una cuneese a chi avrebbero creduto? Mi sono sentita mortificata, ma se me l’avesse detto che erano contraffatte l’avrei accettato lo stesso. Un regalo vale l’altro. Veramente è sempre la storia dell’inganno che mi tormenta”.

Parole che riportano al centro non solo la vicenda personale, ma anche il clima di tensione che ne è derivato.

Durante la conversazione emerge inoltre un elemento di cautela sul ruolo di Daniela Santanchè, con l’ipotesi che anche lei possa non essere stata consapevole dell’eventuale natura delle borse.

“Dire che una borsetta è tarocca è calunnia ufficialmente. Bisogna stare attenti”, viene ricordato nel corso del dialogo, evidenziando la delicatezza della questione.

Come la vicenda è diventata pubblica e il ruolo dei media

Francesca Pascale prova anche a ricostruire come la storia sia uscita dall’ambito privato per diventare un caso mediatico.

“Secondo me perché l’ho raccontato forse a un amico della Selvaggia Lucarelli”.

Da quel momento, il racconto avrebbe preso una piega pubblica, con una rapida diffusione della notizia.

“È stata brava Lucarelli, è andata fino a Forte dei Marmi a trovare il rivenditore. Si chiamava Maradona”.