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Feltri contro la corsa alla Luna: “Distrazione mentre il mondo crolla”

Vittorio Feltri critica l’entusiasmo per la Luna: denuncia fuga dalle priorità reali e avverte sul rischio che lo spazio diventi terreno di dominio e conflitto.

Feltri contro la Luna e le priorità dimenticate

Le parole di Vittorio Feltri si inseriscono nel dibattito sul rinnovato interesse verso lo spazio, ma assumono un tono fortemente critico.
Il giornalista respinge qualsiasi fascinazione per la conquista della Luna, definendola una distrazione rispetto ai problemi concreti che affliggono il pianeta.

«A me, della Luna, non importa niente. Non è una posa. È che mentre qui sotto il mondo arranca – guerre che si riaccendono, debiti che crescono, un disordine che non sappiamo più governare – noi alziamo gli occhi e ci emozioniamo».
Un passaggio che evidenzia, secondo Feltri, uno scarto tra realtà e percezione, con l’attenzione pubblica rivolta altrove.

Il riferimento si estende anche al contesto italiano, dove il giornalista individua una contraddizione evidente tra aspirazioni e condizioni quotidiane.
«Non riusciamo a mettere in sicurezza una strada, ma sogniamo lo spazio. Abbiamo le buche sull’asfalto e ci commuoviamo per i crateri lunari».

Il rischio dominio dietro la conquista dello spazio

Nell’analisi di Vittorio Feltri, la corsa allo spazio non sarebbe guidata esclusivamente da finalità scientifiche.
Secondo il giornalista, dietro la narrazione del progresso si celerebbe una logica più antica, legata al controllo e al potere.

«Quelli che la sanno lunga sostengono che la conquista dello spazio non è affatto innocente. Che sotto la retorica della scienza e del progresso c’è una logica più antica: il dominio. Funzione bellica, dicono. E temo che abbiano ragione».

Feltri richiama quindi un parallelismo storico, sostenendo che cambiano gli strumenti ma non le dinamiche.
«Nell’età della pietra ci tiravamo sassi e clave. Oggi abbiamo missili intelligenti. Domani, forse, ci tireremo addosso pezzi di cielo».

Un’interpretazione che trasforma la Luna da simbolo poetico a possibile avamposto strategico.

Scienza spettacolo e fuga dalla realtà secondo Feltri

Il giornalista distingue tra la scienza come ricerca della verità e la scienza trasformata in narrazione.
Nel secondo caso, secondo Feltri, si tratterebbe di uno strumento di evasione.

«La scienza è una cosa seria, quando cerca la verità. Ma quando diventa spettacolo, quando si trasforma in racconto consolatorio, allora serve a distrarre».

Nel suo intervento emerge anche un riferimento storico a Caligola, utilizzato come termine di confronto.
«Caligola era tragico perché voleva troppo. Noi siamo meno ambiziosi, e forse più poveri: vogliamo la Luna ma non sappiamo perché».

Il passaggio finale ribadisce il senso complessivo della riflessione:
«La Luna lasciamola ai poeti, ai pazzi e agli imperatori disperati. A noi basterebbe tornare a usare il cervello. Qui. Sulla Terra».