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Vannacci contro la sinistra, “Vili e vigliacchi, questo è il loro volto”

Roberto Vannacci denuncia l’imbrattamento della sede Futuro Nazionale a Firenze, accusa la sinistra di codardia e richiama il reato previsto dall’articolo 639 del codice penale.

Firenze, Vannacci attacca dopo l’imbrattamento della sede

Un nuovo episodio di tensione politica si registra a Firenze, dove è stata imbrattata la saracinesca della sede di Futuro Nazionale.
Sulla vicenda è intervenuto con toni durissimi Roberto Vannacci, che ha puntato il dito contro ambienti della sinistra, accusati di essere responsabili di comportamenti violenti e intimidatori.

«VILI E VIGLIACCHI: QUESTO IL VERO VOLTO DI CERTA SINISTRA».
È questo l’incipit del messaggio diffuso da Vannacci, nel quale vengono elencati episodi e atteggiamenti ritenuti emblematici di una deriva che, secondo il generale, si manifesterebbe attraverso azioni di gruppo e attacchi anonimi.

Nel suo intervento, Vannacci descrive un contesto caratterizzato da aggressioni e azioni organizzate: «Quello di chi s’incappuccia per aggredire i poliziotti, di chi attacca in dieci contro uno, di chi va a Budapest per spaccare la testa a chi non la pensa come lui, di chi distrugge, ruba e deturpa nascondendosi dietro un simbolo».

Il riferimento al reato e le accuse politiche

Nel proseguire la sua ricostruzione, Roberto Vannacci richiama esplicitamente il quadro normativo, sottolineando che quanto accaduto rientrerebbe in una fattispecie penale ben definita.

«I sedicenti difensori dei diritti, del vivere civile e della democrazia si rivelano, nei fatti, autori di un reato preciso: “deturpamento e imbrattamento di cose altrui” (art. 639 c.p.)».

Secondo Vannacci, non si tratterebbe di un episodio isolato ma della prosecuzione di un clima già emerso in precedenza, in particolare durante le fasi che hanno accompagnato l’apertura della sede.
«Gli stessi che hanno tentato di intimidire e ostacolare l’inaugurazione della sede oggi si accaniscono contro una saracinesca».

“Non è protesta ma degrado”: la posizione di Vannacci

L’intervento si conclude con una valutazione netta sulle modalità di azione contestate.
Per Roberto Vannacci, quanto accaduto non può essere ricondotto a una forma di dissenso politico legittimo.

«Questo è il loro coraggio: colpire nell’ombra, evitando ogni confronto e rifugiandosi nell’anonimato. Non è militanza, è codardia. Non è protesta e dissenso, è degrado».

Il messaggio termina con un’ulteriore presa di posizione, che sintetizza il giudizio espresso dal generale sull’episodio e sui suoi presunti autori:
«Ridicoli e vili, nel loro schema ormai fin troppo prevedibile».