Italia & Dintorni

Meloni nel mirino di Giannini, “Italia più debole e penalizzata”

Massimo Giannini contro Giorgia Meloni a Otto e Mezzo: accuse su politica estera, rapporti con Trump e Netanyahu e conseguenze economiche per l’Italia.

Uno scontro televisivo acceso riporta al centro del dibattito politico il ruolo internazionale dell’Italia e le scelte del governo guidato da Giorgia Meloni.

Meloni, Trump e Netanyahu: la critica di Giannini a Otto e Mezzo

Durante l’ultima puntata di Otto e Mezzo su La7, condotta da Lilli Gruber, il giornalista Massimo Giannini ha lanciato un attacco diretto alla linea diplomatica italiana, partendo dal contesto internazionale segnato dalle tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran.

A introdurre il tema è stata la stessa Gruber con una domanda destinata a far discutere: “L’Italia non conta niente e quindi non ci può accadere nulla? Non conta che Meloni sia amica di Netanyahu e Trump?”.

Da qui la risposta netta di Giannini: “Non ci può accadere nulla mi pare un eufemismo. L’Italia non conta niente, non ha mai contato molto nella storia delle relazioni internazionali”.

Il giornalista ha poi ampliato il ragionamento sul ruolo dell’Europa, sottolineando limiti strutturali ma anche tentativi di reazione: “Io ho un giudizio meno severo, invece, nei confronti dell’Europa, perché è vero che ci manca uno Stato federale – come dice il dottor Gratteri – non abbiamo una difesa europea, perché negli anni non l’abbiamo costruita. Quello che possiamo dire, però, è che da un anno a questa parte un frammento d’Europa ci sta provando a esercitare una pressione nei confronti di questi due, che possiamo definire a tutti gli effetti veri e propri criminali di guerra”.

“Architetti del caos”: l’affondo su USA e Israele

Nel corso dell’intervento, Massimo Giannini ha utilizzato toni particolarmente duri anche nei confronti dei leader internazionali coinvolti nella crisi.

“La coalizione dei volenterosi ha visto perfino Starmer ricollegarsi con un’Unione dalla quale si era distaccato con Brexit. È un tentativo. Non abbiamo la forza d’urto, ma contro questi due nessuno ce l’ha e per questo è ancor più grave che un Paese come il nostro, che a sua volta ha delle debolezze strutturali, invece di cercare di fare massa critica con quel po’ d’Europa che tenta d’esistere – spiega Giannini – si sia aggregata al carro di questi due architetti del caos, pagandone tutte le conseguenze”.

Le parole del giornalista si inseriscono in un contesto internazionale già teso, contribuendo ad alimentare il confronto politico interno sulle scelte di politica estera dell’esecutivo italiano.

“Vassallaggio e nessun vantaggio”: la stoccata finale alla premier

L’attacco più diretto è arrivato nella parte conclusiva dell’intervento, quando Giannini ha puntato il dito contro la strategia della presidente del Consiglio.

“Meloni ha fatto una scelta che nasce da una palese affinità ideologica con Trump, tarata da un opportunismo tattico e nella convinzione che questo le avrebbe portato dei vantaggi”.

Poi l’accusa sulle conseguenze economiche: “Stiamo vedendo che non ci ha portato nessun vantaggio e noi, che già eravamo più deboli dal punto di vista geostrategico ed economico, adesso siamo quelli che, a giudizio del Fondo monetario internazionale, dell’Ocse, della Banca Centrale europea e della Banca d’Italia, pagheranno il prezzo più alto a questa enorme crisi energetica innescata da questi due pazzi”.

Infine, la chiusura con parole molto dure: “Abbiamo avuto solo danni da una posizione di politica estera che, come ha sempre detto Mattarella, è stata caratterizzata da un colpevole, felice vassallaggio”.

Il confronto resta aperto e si inserisce in un dibattito sempre più acceso sulle scelte strategiche dell’Italia nello scenario internazionale.