Gioielliere condannato a 14 anni per aver ucciso due ladri: “Mi puntavano una pistola alla testa”
Il caso Mario Roggero divide l’Italia: condanna per l’uccisione di due rapinatori, ma sui social cresce il consenso e la richiesta di rivedere i fatti.
Mario Roggero e la rapina di Grinzane Cavour che ha cambiato tutto
Il nome di Mario Roggero, gioielliere di Grinzane Cavour, è tornato al centro dell’attenzione dopo la condanna a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori che avevano assaltato il suo negozio il 28 aprile 2021.
Una vicenda che continua a dividere l’opinione pubblica e che ha trovato nuova visibilità anche sui social, dove il 71enne ha raccolto numerosi messaggi di sostegno. In poco tempo il suo profilo ha registrato migliaia di follower, con oltre settemila commenti e milioni di visualizzazioni.
Di fronte a questo riscontro, lo stesso Mario Roggero ha dichiarato: “Assolutamente sì, commosso dall’affetto di tante persone: il 95-98 per cento dimostra di aver capito in che situazione mi sono trovato”.
Secondo le sentenze di merito, l’imprenditore avrebbe sparato ai rapinatori dopo la fuga, circostanza ritenuta decisiva per la condanna. Una ricostruzione che il diretto interessato contesta, sostenendo che l’intera vicenda sia stata interpretata in modo non corretto.
“Quei rapinatori ci hanno rovinato”: l’appello alla Cassazione
In vista del giudizio in Cassazione, Mario Roggero ha ribadito la propria posizione, chiedendo una revisione approfondita dei fatti.
“Che quei rapinatori ci hanno rovinato, e non era certo la prima volta che delinquevano. Dico ‘ci’ perché, come spiego su Instagram, questa vicenda ha stravolto la vita di tutta la mia famiglia”.
E ancora: “Di rivedere bene come sono stati ricostruiti i fatti”.
Nonostante le due condanne, il gioielliere continua a sperare: “Sì. Molte sentenze della corte d’Appello sono state modificate: presumo, e spero, che quei giudici abbiano più buon senso e che ragionino su quel che è successo”.
Sulla fiducia nella giustizia, la risposta resta articolata: “Viste le sentenze, dovrei dire di no. Ma dico di sì”.
Il racconto di quei momenti resta centrale: “Che mi avevano fatto il conto alla rovescia con una pistola alla testa e che è dura giudicare stando sul divano”.
Risarcimenti milionari e case sequestrate: la situazione economica
Oltre al percorso giudiziario, la vicenda ha avuto conseguenze rilevanti sul piano economico e personale. Mario Roggero ha avviato una raccolta fondi per sostenere le spese legali, mentre le parti civili avanzano richieste economiche consistenti.
“Detto che continuo a lavorare, c’è una serie di scadenze, a partire dai costi legali”.
Le cifre in gioco sono elevate: “Dopo una trattativa durata sei mesi avevamo quasi raggiunto un accordo, poi tutto è saltato: e ora chiedono 3,2 milioni di euro”.
La situazione patrimoniale appare compromessa: “Ho due case sotto sequestro cautelativo, e un’ingiunzione dal tribunale di Asti: insomma, una follia continua”.
Sulla natura dell’arma utilizzata durante la rapina, Mario Roggero ha precisato: “Ma per l’amor di dio, era una pistola a gas, che può sparare materiale composito. Una replica fedele. Avessi saputo non era vera, ai rapinatori avrei tirato un martello”.
Resta infine il peso psicologico dell’accaduto: “Quel giorno è un pensiero ricorrente, ma in quegli attimi puoi solo reagire d’istinto”.
