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Ungheria, scontro tv rovente: Procaccini “Avete raccontato bugie”, Bonafè “Difendete Orban senza vergogna”

Nicola Procaccini commenta le elezioni in Ungheria: vittoria di Peter Magyar, sconfitta di Viktor Orban e polemiche italiane sul tema del regime.

Procaccini Ungheria: nessun regime, parola chiave nel confronto politico

Le elezioni in Ungheria riaccendono il confronto politico anche in Italia, con dichiarazioni nette dell’eurodeputato di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini, intervenuto nel programma “4 di Sera” su Rete 4 condotto da Paolo Del Debbio.

Procaccini ha commentato il risultato elettorale che ha visto la vittoria dello sfidante Peter Magyar sul premier uscente Viktor Orban, respingendo con fermezza le accuse di autoritarismo rivolte negli ultimi anni al governo ungherese.

“Voglio sottolineare quanto ha già detto il direttore Sechi. In Ungheria non c’era, non c’è una dittatura. Non c’è un regime, il presidente Orban ha straperso le elezioni e ha lasciato il governo”, ha dichiarato.

L’esponente di Fratelli d’Italia ha quindi sottolineato come il passaggio di potere avvenuto dopo il voto dimostrerebbe, a suo giudizio, la piena regolarità democratica del sistema politico ungherese.

Scontro con Bonafè e critiche al centrosinistra italiano

Durante il dibattito televisivo, si è acceso un confronto diretto con l’esponente del Partito Democratico Simona Bonafè, presente in studio.

Procaccini ha ribadito la propria posizione: “Bisogna farla finita con questa storia del regime, non c’era nessun regime. Ci sono state le elezioni, chi governava il paese le ha perse ed è andato a casa”.

Nel suo intervento ha poi descritto la composizione parlamentare ungherese, evidenziando come anche in precedenza fossero presenti più forze politiche: “Vi dirò di più: nel parlamento scorso c’erano 8 partiti, anche partiti di sinistra, i socialisti, i liberali. In questo parlamento ci sono tre partiti: uno di centrodestra, uno di destra e uno di estrema destra”.

Il confronto si è mantenuto serrato, con tentativi di replica da parte della Bonafè, mentre Procaccini ha insistito nel respingere le critiche provenienti dal centrosinistra italiano.

Magyar, Orban e il riferimento a Giorgia Meloni

Nel suo intervento, Nicola Procaccini ha anche analizzato il profilo politico del vincitore delle elezioni, Peter Magyar, definendolo vicino alle posizioni conservatrici europee.

“Dico di più: chi ha vinto le elezioni, cioè il mio collega Magyar, è la destra del Ppe. Sull’immigrazione è intransigente esattamente come Orban, così come sull’Ucraina nell’Unione europea e la rimozione del diritto di veto. Non c’è alcuna differenza”, ha affermato.

Procaccini ha inoltre espresso una valutazione critica su alcune scelte di Viktor Orban, in particolare sul piano internazionale: “Anche io penso che Orban abbia sbagliato nello schiacciarsi su una posizione filo-russa che è anti-storica”.

Nel finale del confronto è emerso anche il riferimento alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, citata dallo stesso Magyar: “Le prima parole di Magyar su Giorgia Meloni? ‘La voglio incontrare il prima possibile, ha fatto un ottimo lavoro, non vedo l’ora di incontrarla’”.

Alla replica della Bonafè, Procaccini ha risposto: “Meloni non ha mai fatto campagna elettorale per Orban, ha fatto un video per un amico ma non è mai stata l’agitprop di nessuno”.