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Caso mascherine Covid, Conte: “Accuse assurde”, Fratelli d’Italia chiede dimissioni

Il caso Giuseppe Conte si complica tra intercettazioni e accuse sulle mascherine Covid: il leader M5S respinge tutto e difende Roberto Scarpinato.

Giuseppe Conte e il caso Scarpinato tra intercettazioni e polemiche

Il momento politico di Giuseppe Conte si è improvvisamente complicato dopo la diffusione delle intercettazioni che coinvolgerebbero l’ex magistrato Gioacchino Natoli e il senatore del M5S Roberto Scarpinato.

Una vicenda che si inserisce in una fase favorevole per l’ex presidente del Consiglio, impegnato nella promozione del suo libro e indicato come possibile figura di riferimento per una futura coalizione alternativa al governo guidato da Giorgia Meloni.

Dopo le prime reazioni, Conte ha replicato pubblicamente alle accuse: “Invito Fratelli d’Italia a impegnarsi per trovare soluzioni ai problemi reali degli italiani. E non distrarsi a gettare fango con accuse assurde, ad esempio su Roberto Scarpinato, che ha l’unica colpa di aver voluto smentire in commissione Antimafia con documenti precisi e con fatti alcune audizioni di comodo che erano state apparecchiate”.

Mascherine Covid, le accuse degli imprenditori e i nomi coinvolti

Parallelamente, è tornata sotto i riflettori anche la gestione delle forniture durante l’emergenza sanitaria. Nel corso di un’audizione in commissione Covid, l’imprenditore Dario Bianchi, rappresentante di Jc Electronics, ha riferito di essere stato avvicinato dall’avvocato Luca Di Donna, che avrebbe proposto una mediazione con l’allora commissario Domenico Arcuri in cambio di una percentuale sui contratti di mascherine.

Una versione simile è stata fornita anche da Giovanni Buini, titolare della Ares Safety Srl. Secondo quanto dichiarato, gli avvocati Luca Di Donna e Gianluca Esposito avrebbero richiesto una “stecca” da 60 milioni di euro per facilitare un’operazione da 160 milioni di mascherine destinate allo Stato.

Le ricostruzioni emerse nelle audizioni sono ora al centro dell’attenzione politica e istituzionale.

Scontro politico e richieste di dimissioni: “Serve fare pulizia”

La vicenda legata alle intercettazioni tra Natoli e Scarpinato ha acceso il confronto tra maggioranza e opposizione. Dalle file di Fratelli d’Italia sono arrivate richieste esplicite di dimissioni per il senatore M5S.

Il deputato Saverio Congedo ha dichiarato: “Cosa deve accadere ancora prima che il buonsenso prevalga e si faccia pulizia all’interno della commissione Antimafia, smettendo di dare la possibilità a persone come Scarpinato e Natoli di inquinare il dibattito e depistare il lavoro verso la verità?”.

Dal Movimento 5 Stelle è arrivata una difesa compatta di Scarpinato. In una nota, i membri della commissione Antimafia hanno parlato di trascrizioni manipolate, sostenendo che vi sarebbe stato un “taglia e cuci” nei testi.

Nel documento si punta il dito anche contro la presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo e il generale Mario Mori, accusato di voler influenzare i lavori della commissione. Secondo i pentastellati, “piloterebbe i lavori della commissione” arrivando a indicare “persino i consulenti di suo gradimento da nominare”.