Conte contro il nuovo decreto sicurezza: “Norma incostituzionale, grave incidente istituzionale”
Il decreto sicurezza divide la politica: Giuseppe Conte denuncia una norma incostituzionale sugli avvocati e parla di grave incidente istituzionale durante il confronto alla Camera.
Decreto sicurezza, Conte accusa il governo su norma incostituzionale
Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, interviene con toni duri sul decreto sicurezza in discussione alla Camera, puntando il dito contro una norma che prevede un incentivo economico agli avvocati per favorire i rimpatri volontari dei migranti assistiti.
Secondo l’ex presidente del Consiglio, si tratta di un errore grave sotto il profilo giuridico e istituzionale. “Siamo di fronte a una manifestazione di incapacità plateale da parte di un governo che non ha ancora imparato la lezione del referendum”, afferma Giuseppe Conte, criticando apertamente l’operato dell’esecutivo.
Il provvedimento ha suscitato rilievi anche al Quirinale, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che avrebbe espresso contrarietà alla norma, ipotizzando la mancata firma della legge. Tuttavia, i tempi tecnici non consentirebbero modifiche immediate, spingendo il governo a ipotizzare un intervento correttivo successivo.
Conte rincara: “Avevano la foga di piegare con legge gli avvocati alla loro propaganda e alle azioni del governo, e hanno proposto una norma che è contro la Costituzione, per cui si verrebbe bocciati al primo esame di diritto”.
Scontro alla Camera sul decreto sicurezza e richiesta di chiarimenti
Il confronto si è acceso anche in Aula, dove le opposizioni hanno chiesto lo stop temporaneo dei lavori per chiarire la situazione normativa. La capogruppo del Partito Democratico, Chiara Braga, ha sollevato dubbi sul metodo seguito nella gestione del provvedimento.
“Prima di iniziare a discutere del merito, credo sia necessario soffermarsi sul metodo. Questo decreto è stato tenuto in ostaggio dal Senato per quasi 50 giorni”, ha dichiarato Chiara Braga, evidenziando criticità nella procedura parlamentare.
La parlamentare ha poi aggiunto: “Non possiamo consentire che il Parlamento venga umiliato, che approvi una norma palesemente incostituzionale. Non siamo disponibili a iniziare i lavori senza che sia fatta chiarezza”.
Alle critiche si sono uniti anche altri esponenti dell’opposizione, tra cui Riccardo Magi, che ha parlato di un passaggio “di gravità inaudita”, e Marco Grimaldi, che ha sottolineato l’assenza del governo nel dibattito: “Non potete chiederci di approvare un testo che è palesemente incostituzionale”.
Tensioni politiche e accuse sul decreto sicurezza
Nel corso della discussione, il clima politico si è ulteriormente irrigidito. Giuseppe Conte ha definito quanto accaduto “un incidente istituzionale gravissimo”, aggiungendo: “Della sicurezza a loro non interessa nulla: altrimenti non avremmo questa situazione e un decreto vuoto, senza investimenti sui presidi di controllo che servono sui territori”.
Parlando con i cronisti, ha poi ribadito: “Hanno creato un cortocircuito istituzionale, stanno creando un grave vulnus”.
Anche il capogruppo M5S, Riccardo Ricciardi, ha criticato la gestione del provvedimento: “Quando uno pensa si sia toccato il fondo arriva sempre qualcosa di peggiore. Quello che è accaduto su questo decreto è la differenza che esiste tra propaganda e realtà”.
Nel dibattito sono intervenuti anche altri parlamentari, tra cui Federico Fornaro e Roberto Giachetti, che hanno chiesto ulteriori passaggi formali per approfondire la questione.