Italia & Dintorni

Cassiera licenziata dopo 25 anni per due barrette addebitate per errore a due clienti: “Ora come faccio”

Licenziamento nel Modenese: cassiera 55enne perde il lavoro per errore alle casse, protesta contro l’azienda e apre un caso su diritti e tutele.

Dopo più di venticinque anni di lavoro nello stesso supermercato, un errore da pochi euro ha cambiato tutto nel giro di pochi giorni.

Licenziata per due barrette nel Modenese: il caso che accende la polemica

La vicenda arriva dal Modenese, dove una cassiera di 55 anni è stata licenziata l’8 aprile al termine di un procedimento disciplinare legato a due barrette energetiche dal valore complessivo di pochi euro.

Un episodio apparentemente minimo che però ha portato alla rottura del rapporto di lavoro, scatenando reazioni e interrogativi anche sul piano sindacale. La lavoratrice, con oltre 25 anni di servizio nello stesso punto vendita, contesta duramente la decisione.

«Non ho fatto nulla di così grave», ha dichiarato, sottolineando come l’accaduto sia stato un errore e non un comportamento intenzionale.

L’errore alla cassa e la ricostruzione della lavoratrice

Secondo quanto raccontato dalla donna, tutto sarebbe avvenuto tra il 7 e l’8 marzo. Le barrette sarebbero state acquistate regolarmente, ma lasciate vicino allo scanner della cassa.

Da lì l’equivoco: «Le ho lasciate vicino allo scanner e, senza accorgermene, sono state battute sul conto di due clienti diversi».

L’anomalia è emersa solo quando i clienti hanno segnalato la presenza di una voce insolita sullo scontrino. «C’era scritto “bar” e non ho collegato subito che fosse l’abbreviazione di barrette», ha spiegato.

Non potendo modificare lo scontrino già emesso, la cassiera avrebbe indirizzato i clienti all’ufficio competente per ottenere il rimborso, convinta di aver gestito la situazione nel modo corretto.

Contestazioni, ricorso e il nodo del futuro lavorativo

Diversa la posizione dell’azienda, che nella lettera di licenziamento contesta alla lavoratrice anche un atteggiamento ritenuto inadeguato durante l’episodio. Una versione che lei respinge: «Ero in difficoltà, sì, ma non ho mai trattato male nessuno».

Ammette però un elemento: aver consumato le barrette durante il turno. «Su quello mi sono scusata. Ma non si può trasformare tutto questo in un licenziamento».

L’impatto della decisione è stato immediato. «Ho avuto un attacco di panico, prima in ufficio e poi fuori. Non riuscivo a realizzare», racconta. Dopo decenni nello stesso ambiente, la perdita del lavoro ha rappresentato uno shock profondo.

La lavoratrice si è rivolta alla Filcams-Cgil di Modena e a un legale per avviare un possibile ricorso. Il sindacato segnala inoltre altri episodi simili nel territorio del Modenese, che coinvolgerebbero lavoratrici over 50 con lunga anzianità.

Resta aperta la questione più urgente: il futuro. «Ho 55 anni, mi mancano sei o sette anni alla pensione. Dove vado adesso?», si chiede, mentre la vertenza è in fase di valutazione e non sono ancora state prese decisioni definitive sul piano legale.