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Sondaggi 2026, Meloni traina il centrodestra, ma Calenda e Vannacci decisivi

Nei sondaggi politici il centrodestra resta avanti, ma il centrosinistra rallenta: decisivi Calenda e i centristi per cambiare gli equilibri elettorali.

Sondaggi politici, centrodestra avanti e Meloni traina la coalizione

L’ultima Supermedia Youtrend fotografa una fase di stabilità nel panorama politico italiano, con variazioni contenute tra i principali partiti. Il dato più rilevante riguarda il vantaggio del centrodestra, che si conferma primo schieramento con il 44,9%.

All’interno della coalizione, Giorgia Meloni consolida la leadership con Fratelli d’Italia al 28,2%, registrando una lieve crescita. Più indietro gli alleati: Forza Italia scende all’8,3%, mentre la Lega risale leggermente al 7,3%.

Cresce anche l’area esterna alla coalizione con Roberto Vannacci e il suo progetto politico che raggiunge il 3,5%, ampliando lo spazio nell’elettorato di riferimento. Nel complesso, il centrodestra mantiene un vantaggio competitivo, pur senza ampliarlo in modo significativo.

Centrosinistra in frenata, il campo largo perde terreno

Sul fronte opposto si registra un rallentamento del centrosinistra, che arretra al 41,4%. Il Partito Democratico resta il primo partito dell’area con il 22,4%, ma segna una lieve flessione.

Il Movimento 5 Stelle si attesta al 12,8%, mantenendo una posizione stabile, mentre Alleanza Verdi e Sinistra si ferma al 6,2%.

Più distaccate le forze centriste: Azione è al 3,0%, Italia Viva sale al 2,6% e +Europa resta all’1,5%. Numeri che, pur contenuti, assumono un peso rilevante negli scenari di coalizione.

Scenari elettorali, Calenda ago della bilancia

Le proiezioni evidenziano un equilibrio tra i due blocchi, ma anche la possibilità di cambiamenti significativi in caso di alleanze più ampie. Il centrodestra, fermo al 44,9% nella configurazione attuale, potrebbe salire fino al 48,4% includendo nuove forze.

Il centrosinistra, invece, mostra margini di crescita più ampi. Con l’ingresso di Italia Viva e +Europa arriverebbe al 45,5%, mentre l’eventuale coinvolgimento di Azione guidata da Carlo Calenda porterebbe il totale fino al 48,5%, superando il centrodestra.

Il quadro che emerge indica come l’esito di eventuali elezioni dipenderebbe dalla capacità delle coalizioni di allargarsi e trovare accordi con le forze centriste, decisive per determinare la maggioranza.