“Stile Cetto La Qualunque”: Gianni Cuperlo boccia il bonus remigrazione
Alla Camera, Gianni Cuperlo utilizza la satira di Cetto La Qualunque per criticare il bonus remigrazione, denunciando il messaggio politico e le sue implicazioni.
Gianni Cuperlo contro il bonus remigrazione con il richiamo a Cetto La Qualunque
Nel corso di un intervento parlamentare, Gianni Cuperlo ha espresso una posizione fortemente critica nei confronti del bonus remigrazione, adottando un linguaggio ispirato al personaggio Cetto La Qualunque, interpretato da Antonio Albanese. La scelta comunicativa è stata utilizzata per evidenziare, secondo il deputato, gli aspetti controversi della misura.
Davanti all’aula, Gianni Cuperlo ha letto: «Cittadini, popolo sovrano, contribuenti – ha letto in aula il deputato contro il bonus remigrazione – “quantunquemente” lo si intenda giudicare, questo decreto da me ispirato è grandemente emozionante, in quanto perché finalmente lo Stato ragiona come me. Perché tu, e dico tu, avvocato, arriva il migrante e tu che fai? Lo aiuti? Ma bravo: solidarietà, diritti e umanità. Però, se lo rimandi a casa, immantinente ricevi 615 euro. E questo, genialmente parlando, è il libero mercato della coscienza, perché la vera domanda è “sempremente” la stessa: ma è legale stare dalla parte della Costituzione?».
“Pacchetto vacanze”: la polemica in stile Cetto La Qualunque
Proseguendo nel suo intervento, Gianni Cuperlo ha mantenuto il registro ironico, continuando a richiamare lo stile di Cetto La Qualunque per criticare il meccanismo economico previsto dal provvedimento. «La risposta tu, avvocato, l’hai dentro di te: è un pacchetto vacanze. Benvenuto, arrivederci e grazie per avere scelto il nostro studio legale. Ma 615 euro sono pochi. Io da sindaco farei il bonus fedeltà: se ne rimpatri uno, 615; se ne rimpatri due, 1.000; se ne rimpatri più di tre, “forsemente” potrai ambire a un posto da Sottosegretario», ha dichiarato.
Nel prosieguo, ha aggiunto: «E poi facciamo, “quantunquemente”, la tessera punti: ogni cinque migranti, un elettore in omaggio. “Infattamente” lo Stato deve essere chiaro».
“Questa non è politica”: l’accusa finale in aula
Nella parte conclusiva del suo intervento, Gianni Cuperlo ha ribadito il significato politico delle sue parole, evidenziando le conseguenze del messaggio legato al bonus remigrazione. «Se vuoi sicurezza devi investire, perché alla fine il messaggio è: se resti è un problema; se parti è un affare per noi. Cittadini, questa non è politica: questa, “senzadubbiamente”, è creatività contabile e su questo, modestamente, io sono un professionista», ha affermato.