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Saviano torna in tv dopo lo scontro con Salvini e si commuove: “Pagato un prezzo alto per dire ciò che penso”

Roberto Saviano commenta l’assoluzione dopo la querela di Matteo Salvini e racconta in tv il peso delle parole, tra processo, disillusione e responsabilità personale.

Saviano e Salvini: il caso dopo l’assoluzione

Nel corso dell’ultima puntata di Che Tempo Che Fa, trasmessa sul Nove e condotta da Fabio Fazio, lo scrittore Roberto Saviano è intervenuto per commentare la recente assoluzione legata alla querela presentata da Matteo Salvini.

L’autore, noto per il libro-inchiesta Gomorra, pubblicato nel 2006 e incentrato sui sistemi criminali, vive da anni sotto protezione a seguito delle minacce ricevute. Durante l’intervista ha affrontato direttamente il tema del procedimento giudiziario, esprimendo una posizione netta sul rapporto tra potere politico e libertà di espressione.

“Portare gli scrittori, gli intellettuali, i giornalisti in tribunale da parte di un ministro è un atto assolutamente autoritario. In questi anni le prime pagine che sono state utilizzate, spese contro di me, hanno reso ordinario l’attacco del potere politico verso un intellettuale che non ha nessun altro potere se non la sua firma, le sue parole, i lettori, se ce li ha. È sproporzionato”.

Le parole di Roberto Saviano sulla libertà di critica

Entrando nel merito della vicenda giudiziaria, Roberto Saviano ha sottolineato il significato dell’esito favorevole, collegandolo alla possibilità di esprimere critiche nei confronti delle istituzioni.

“Questa vittoria ha permesso di difendere la possibilità di criticare radicalmente il potere politico”.

L’intervento televisivo ha ripercorso anni di tensioni e confronti pubblici, evidenziando le conseguenze che, secondo lo scrittore, derivano dall’esposizione mediatica e dalle prese di posizione su temi sensibili. Il riferimento è al lungo periodo di confronto con esponenti politici e alle ripercussioni personali e professionali che ne sono derivate.

Il racconto della disillusione e delle conseguenze

Nel corso dell’intervista, Roberto Saviano ha descritto anche il cambiamento del proprio punto di vista nel tempo, soffermandosi sulle aspettative iniziali e sull’evoluzione del suo percorso.

“Sono disilluso, quando ci ho creduto non credevo che fosse un’illusione, che la parola potesse effettivamente trasformare le cose. E che potesse farlo ottenendo, per esempio, la solidarietà come un atto ordinario e non eccezionale. Credevo che la politica, vedendo la luce, potesse davvero trasformare le cose. E invece no, essere disillusi significa che adesso so le conseguenze delle parole spese, ma ne conservo comunque la responsabilità. Non ho perso – spiega Saviano – la consapevolezza della necessità di raccontare e nella possibilità incredibile di chi ascolta, perché nel momento in cui qualcuno si prende del tempo e ascolta queste storie, lui stesso, lei stessa diventa mezzo di trasformazione. Ma so benissimo che c’è sempre un prezzo da pagare, forse mi sono un po’ stancato di pagarlo”.