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Marco Rizzo difende gli alpini e attacca la sinistra: “Hanno dimenticato lavoro e popolo”

Le dichiarazioni di Marco Rizzo sull’adunata degli alpini a Genova riaccendono il confronto politico tra tradizione, sinistra e polemiche sulle penne nere.

Marco Rizzo rivendica il passato da alpino e difende l’adunata di Genova

Il leader di Democrazia sovrana popolare Marco Rizzo è intervenuto nel dibattito sulle polemiche che hanno accompagnato l’adunata degli alpini a Genova, prendendo apertamente posizione a favore delle penne nere.

In un’intervista rilasciata al Giornale, Rizzo ha ricordato il proprio passato militare spiegando di aver svolto il servizio di leva negli alpini alla fine degli anni Settanta. “Sono andato a fare l’alpino nel dicembre 1978”, ha raccontato, ricordando il periodo trascorso tra il Centro addestramento reclute di Cuneo e la caserma Cadorna di Bolzano.

Secondo il leader politico, il servizio militare rappresentava un momento importante di formazione personale e sociale. “La naja all’epoca era il passaggio all’età adulta”, ha dichiarato, sostenendo che il servizio obbligatorio contribuisse anche a unire il Paese dal punto di vista geografico e culturale.

Rizzo ha inoltre confermato la sua presenza all’evento di Genova, definendo gli alpini “un corpo del popolo” e ricordando il loro ruolo negli interventi di emergenza durante terremoti, alluvioni e tragedie nazionali.

Le polemiche sui muli e le critiche alla sinistra

Nel corso dell’intervista Marco Rizzo ha commentato anche le contestazioni nate attorno alla presenza dei muli durante la sfilata e alle accuse rivolte alle penne nere negli ultimi giorni.

“Viviamo in un mondo dove c’è chi non vuole i muli”, ha dichiarato, criticando quella che considera una deriva culturale e politica della sinistra. Il leader di Democrazia sovrana popolare ha distinto il tema delle molestie da quello dei comportamenti considerati semplici apprezzamenti o battute.

“Un conto è la molestia e un conto è un fischio, una battuta”, ha affermato Rizzo nel corso dell’intervista, collegando poi il tema ai cambiamenti culturali e politici degli ultimi anni.

Secondo il leader politico, la sinistra avrebbe progressivamente abbandonato i temi sociali tradizionali legati a lavoro, sanità e scuola pubblica per concentrarsi soprattutto sui diritti civili.

Le sue parole hanno immediatamente generato nuove reazioni politiche e mediatiche, riaccendendo il dibattito sulle polemiche che hanno accompagnato l’adunata nazionale degli alpini.

Gli attacchi a Silvia Salis e il clima politico a Genova

Nel corso dell’intervista Marco Rizzo ha commentato anche le scritte apparse a Genova contro gli alpini, tra cui frasi offensive rivolte alle penne nere.

“Questi che rompono le balle con Bella ciao sono ignoranti”, ha dichiarato, ricordando il ruolo avuto dagli alpini anche nella storia della Resistenza italiana attraverso figure come Mario Rigoni Stern e Nuto Revelli.

Il leader di Democrazia sovrana popolare ha poi criticato parte del clima politico che si sarebbe creato attorno all’evento, sostenendo che anche la sfilata degli alpini sia stata trasformata in terreno di scontro politico.

Nel mirino di Rizzo è finita anche la sindaca di Genova, Silvia Salis, accusata di avere mantenuto una posizione ambigua durante le polemiche sull’adunata. “È la partita della politica attuale, degli incompetenti”, ha dichiarato il leader politico.