Hantavirus, Bassetti “Italia è pronta” la replica di Marco Rizzo “Stessa recita come il Covid”
Marco Rizzo interviene sull’Hantavirus e parla di allarmismo mediatico. Bassetti richiama la rete infettivologica italiana e il nodo della frammentazione regionale.
Hantavirus, Rizzo attacca l’allarme mediatico
Il tema dell’Hantavirus entra nel confronto politico dopo le parole di Marco Rizzo, leader di Democrazia Sovrana Popolare, che ha paragonato la comunicazione sul virus a quella vista durante la pandemia da Covid. Il messaggio diffuso da Rizzo ha toni netti: “Hantavirus, stessa recita del Covid. I meccanismi sono uguali: immagini spettacolari, allarmismo mediatico e messaggi contraddittori. La paura determina controllo sociale e profitto. Basta saperlo”. La dichiarazione si inserisce nel dibattito nato dopo le notizie su nuovi casi e sul monitoraggio sanitario internazionale. Il punto sollevato da Rizzo riguarda soprattutto il modo in cui vengono raccontate le possibili emergenze sanitarie: immagini ad alto impatto, toni allarmati e messaggi che, secondo il leader politico, rischiano di generare paura più che informazione. La sua posizione resta una valutazione politica, distinta dal lavoro delle autorità sanitarie, chiamate invece a valutare rischi, protocolli e misure di prevenzione.
Bassetti: “Rete pronta”, ma resta il problema delle Regioni
Sul piano sanitario, Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova e presidente della Società Italiana di Terapia Antinfettiva, ha descritto una rete italiana considerata solida in caso di eventuale criticità. Secondo l’infettivologo, i tre principali riferimenti nazionali sarebbero lo Spallanzani di Roma, il Sacco di Milano e il Cotugno di Napoli. A questi si aggiunge una rete di reparti di malattie infettive presenti nei policlinici e negli ospedali generalisti, con strutture ad alto isolamento, aree di degenza separate e padiglioni dedicati. Tra gli esempi richiamati figurano il San Martino di Genova, il Niguarda e il San Raffaele di Milano, oltre ai Policlinici di Bari e Palermo. La rete specialistica, sviluppata anche grazie all’esperienza maturata dagli anni Ottanta e Novanta nella gestione dell’Aids, rappresenta il principale presidio del Paese davanti a infezioni complesse.
Il nodo della gestione sanitaria nazionale
La criticità indicata da Bassetti riguarda la governance del sistema sanitario. L’Italia può contare su competenze infettivologiche diffuse, ma sconta ancora una forte frammentazione territoriale. La presenza di 21 sistemi sanitari regionali diversi può rendere meno omogenea la risposta in caso di emergenza epidemiologica, con il rischio che ogni realtà proceda con tempi, criteri e protocolli differenti. È su questo punto che il tema sanitario incrocia quello organizzativo: non basta disporre di ospedali attrezzati e professionisti preparati, se manca una regia centrale capace di coordinare rapidamente le decisioni. Nel dibattito sull’Hantavirus, quindi, convivono due piani distinti: da un lato la denuncia politica di Rizzo contro quella che definisce una comunicazione fondata sulla paura; dall’altro la valutazione tecnica di Bassetti, che richiama la solidità della rete italiana ma segnala la necessità di superare le disomogeneità regionali.