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Venezia, Meloni colpisce Schlein: “Voleva mandarci a casa, ma i pronostici non sono il suo forte”

Giorgia Meloni replica a Elly Schlein dopo Venezia, difende la stabilità del governo e chiede all’Europa più flessibilità sull’energia.

Giorgia Meloni risponde a Elly Schlein dopo Venezia

La sconfitta del centrosinistra a Venezia torna nel confronto politico nazionale e offre a Giorgia Meloni l’occasione per una stoccata contro Elly Schlein. Intervistata a Mattino Cinque, la presidente del Consiglio ha richiamato una previsione della segretaria del Partito democratico formulata durante la campagna elettorale.
La Meloni ha ricordato che “l’ultimo pronostico che ha fatto Elly Schlein è stato: ‘Vinciamo a Venezia e mandiamo a casa Meloni’”. Poi ha aggiunto: “A volte arrivo a pensare che forse non si portano benissimo neanche da soli…”.
Il passaggio è arrivato mentre alla premier veniva chiesto se temesse un anno di logoramento politico. La risposta è stata accompagnata da una battuta sui pronostici dell’opposizione e sulla durata dell’esecutivo. Meloni ha dichiarato: “L’opposizione ci scommette da prima che ci insediassimo. Ci dava per spacciati dopo sei mesi e siamo diventati il secondo governo più longevo della storia d’Italia e uno dei più stabili d’Europa. Direi che sui pronostici la sinistra non è fortissima…”.
La premier ha quindi collegato il tema della stabilità non al solo dato politico, ma alla capacità di incidere sui dossier economici e internazionali. Secondo la presidente del Consiglio, la continuità dell’azione di governo consente di rafforzare credibilità esterna, alleanze, investimenti e strategia complessiva del Paese.

Energia, la richiesta a Ursula von der Leyen

Nel corso dell’intervista, Giorgia Meloni ha affrontato anche il tema dei costi energetici, legandolo alla crisi internazionale e alle tensioni che coinvolgono l’area dell’Iran e dello stretto di Hormuz. La premier ha spiegato che, davanti a scenari globali capaci di incidere sui prezzi e sulle imprese, i singoli governi non possono essere lasciati soli con strumenti ordinari.
Il punto politico è contenuto nella lettera inviata a Ursula von der Leyen, con cui Meloni ha chiesto di estendere alle spese necessarie per fronteggiare la crisi energetica la stessa flessibilità di bilancio prevista per gli investimenti nella difesa.
La presidente del Consiglio ha spiegato: “Di fronte a una crisi globale come quella generata dall’Iran, dalla chiusura dello stretto di Hormuz, non possiamo pensare che i singoli governi siano in grado di rispondere con gli strumenti ordinari”.
Poi ha aggiunto: “Non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa”. Una frase che chiarisce la linea rivendicata dal governo: sì agli investimenti per sicurezza e difesa, ma con la necessità di prevedere margini anche per famiglie e imprese esposte all’aumento dei costi energetici.
La Meloni ha ribadito “la necessità che l’Italia e l’Europa facciano di più per difendersi da sole”, ma ha avvertito che “se di fronte alle crisi non siamo in grado di dare risposte ai cittadini e alle imprese, rischiamo che non ci sia più niente da difendere in questa nazione”.

Modena, cautela sul caso Salim El Koudri

La premier è intervenuta anche sul caso di Salim El Koudri, il giovane finito al centro dell’indagine dopo l’investimento volontario avvenuto a Modena. Su questo punto Giorgia Meloni ha scelto una linea prudente, evitando conclusioni anticipate sul movente e rimandando agli accertamenti della magistratura.
“Ci sono informazioni che vanno in direzioni diverse: da un lato il possibile caso psichiatrico, dall’altro precedenti legati al fondamentalismo. Aspettiamo il lavoro della magistratura”, ha affermato la presidente del Consiglio.
Il governo, ha spiegato Meloni, guarda comunque allo scenario più grave, cioè quello del rischio fondamentalista. Una posizione che non anticipa l’esito delle indagini, ma indica l’attenzione dell’esecutivo verso i profili di sicurezza nazionale.
Nel ragionamento della premier, stabilità politica, crisi energetica e sicurezza interna fanno parte dello stesso quadro di responsabilità. La durata del governo, ha sottolineato, non viene rivendicata come traguardo fine a se stesso, ma come condizione per costruire alleanze, attrarre investimenti e affrontare dossier che richiedono continuità.
La promessa finale riguarda il sostegno a cittadini e imprese davanti alle conseguenze delle crisi internazionali. Meloni ha assicurato che i provvedimenti “saranno sempre puntuali” e che gli italiani “possono stare certi che il governo farà tutto quello che può e deve per combattere le conseguenze delle crisi internazionali che stiamo vivendo”.