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Sondaggi 2026, il Pd crolla e Meloni risale, profondo rosso Lega, Vannacci diventa decisivo per la destra

Il sondaggio Ipsos cambia gli equilibri politici: Fratelli d’Italia risale, il Pd arretra e Futuro Nazionale pesa sulla destra.

Sondaggi politici, Fratelli d’Italia risale mentre il Pd scivola

Il nuovo sondaggio politico realizzato da Ipsos per il Corriere della Sera fotografa un quadro in forte movimento: Fratelli d’Italia torna a crescere, il Partito democratico perde terreno in modo netto e Roberto Vannacci, con Futuro Nazionale, si avvicina pericolosamente alla Lega. La rilevazione arriva dopo le ultime elezioni comunali, segnate anche dalla vittoria del centrodestra a Venezia, risultato su cui Giorgia Meloni ha rivendicato un successo politico rilevante. Sul piano nazionale, però, i numeri indicano uno scenario più complesso: il centrodestra tradizionale resterebbe sotto il campo progressista, mentre con l’ingresso dei vannacciani potrebbe tornare davanti.
Fratelli d’Italia viene stimato al 27,6%, con un incremento dell’1,4% rispetto alla rilevazione precedente. Il partito della presidente del Consiglio si riavvicina così alla soglia del 28%, dopo una fase meno brillante segnata anche dalle tensioni interne alla maggioranza. Il dato resta comunque inferiore al risultato delle ultime europee, quando FdI aveva raggiunto il 28,8%.
La ripresa di Giorgia Meloni non basta però a rendere stabile l’intera coalizione. Gli alleati, infatti, mostrano segnali di difficoltà. Forza Italia scende all’8,2%, perdendo 0,8 punti in un mese. La nuova linea più liberale spinta anche da Marina Berlusconi sembra non produrre, almeno per ora, un rafforzamento elettorale degli azzurri.

Vannacci cresce e la Lega resta ai minimi

Il dato più delicato per il centrodestra riguarda la distanza sempre più ridotta tra la Lega e Futuro Nazionale. Il partito guidato da Matteo Salvini si ferma al 5,7%, con una variazione minima negativa dello 0,1%, confermandosi sui livelli più bassi dall’inizio della legislatura. Alle politiche del 2022 il Carroccio aveva ottenuto l’8,8%, mentre alle europee del 2024 era salito al 9%.
A crescere è invece Roberto Vannacci, che con Futuro Nazionale arriva al 4,8%, guadagnando 0,7 punti. La distanza dalla Lega è ormai inferiore a un punto. È un dato che pesa non solo sulla leadership di Salvini, ma anche sugli equilibri futuri della coalizione, perché l’area vannacciana potrebbe diventare indispensabile per una vittoria del centrodestra.
Il nodo politico resta evidente: una coalizione con Vannacci avrebbe numeri più forti, ma aprirebbe tensioni con Forza Italia, soprattutto per le posizioni rivendicate dal nuovo soggetto politico. Anche Noi Moderati, stimato allo 0,8%, non sposta in modo significativo il peso complessivo dell’alleanza.

Campo progressista avanti senza Vannacci, ma pesa il crollo del Pd

Il Partito democratico registra il dato più pesante della rilevazione: 20,1%, con un calo del 2,2% in un mese. È uno dei risultati più bassi degli ultimi anni per i democratici e rappresenta un segnale negativo per Elly Schlein, soprattutto dopo le aspettative legate alle amministrative e alla partita di Venezia.
Nel resto dell’area progressista, invece, non emergono cedimenti rilevanti. Il Movimento 5 Stelle sale al 14,5%, con un lieve incremento dello 0,2%. Alleanza Verdi-Sinistra arriva al 6,8%, guadagnando lo 0,1%. Tra le forze centriste, Italia Viva di Matteo Renzi viene stimata al 2%, mentre +Europa sale all’1,5%. Fuori dagli schieramenti principali, Azione di Carlo Calenda resta al 3,1%.
Sommando i partiti dell’attuale centrodestra di governo, la coalizione si fermerebbe al 42,3%. Con Futuro Nazionale, invece, arriverebbe al 47,1%. Dall’altra parte, Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra raggiungerebbero insieme il 41,4%. Con Italia Viva e +Europa, il campo progressista salirebbe al 44,9%.
La lettura politica è netta: senza Vannacci, la destra tradizionale rischierebbe di essere superata dall’alleanza progressista; con Futuro Nazionale, tornerebbe davanti. Restano però aperti i problemi di compatibilità tra alleati, tanto nella maggioranza quanto nell’opposizione. Da un lato, Forza Italia dovrebbe accettare un’intesa con i vannacciani; dall’altro, il centrosinistra dovrebbe trovare una linea comune su programma e leadership.