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Salvini avverte Vannacci: “Attaccare governo e maggioranza fa il gioco di Schlein e Conte”

Matteo Salvini interviene su sicurezza, Ucraina, pensioni, treni, immigrazione e lancia un messaggio politico a Roberto Vannacci.

Matteo Salvini tra sicurezza, pensioni e il messaggio a Vannacci

Matteo Salvini rilancia i dossier centrali del governo e manda un segnale politico netto a Roberto Vannacci, nel pieno del confronto interno all’area del centrodestra. Il vicepremier e ministro dei Trasporti, rimasto a lavorare a Roma tra incontri istituzionali e dossier aperti, ha affrontato i temi più caldi: dal caro vita alla guerra in Ucraina, dalla sicurezza alle baby gang, fino agli scioperi nei trasporti, alla riforma delle pensioni e agli scenari politici in vista delle prossime elezioni.

La giornata politica di Salvini si è aperta con il confronto con l’amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato, Donnarumma, sulla questione delle future gare per l’Intercity, mentre resta sul tavolo lo sciopero dell’11 giugno che il ministro sta cercando di evitare. Parallelamente, come leader della Lega, ha riunito il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon per studiare una forma di pensione anticipata prima dei 67 anni e superare la legge Fornero.

Sul caro vita, il leader leghista individua il peso maggiore nelle spese quotidiane sostenute dalle famiglie italiane. “Il costo della vita quotidiana, dalla spesa alle bollette alla benzina, in buona parte causato dalle due guerre in corso. Come governo siamo stati fra i primi in Europa a muoverci, dal taglio delle accise sui carburanti al blocco di altri aumenti. Paghiamo però, come governo e come cittadini, l’ottusità e la lentezza di Bruxelles, che ancora oggi ci impedisce di investire tutti i miliardi che vorremmo per sostenere famiglie e imprese in difficoltà. Se non ora, quando? I burocrati europei sono già in ritardo, saremo costretti ad agire da soli pur di aiutare chi ne ha bisogno adesso. Non possono dirci comprate più armi e nello stesso tempo non spendete altri soldi per bloccare gli aumenti di bollette e benzina. Assurdo”.

Ucraina, sicurezza e immigrazione: la linea dura della Lega

Sul conflitto in Ucraina, Matteo Salvini insiste sulla necessità della diplomazia e mette in discussione l’efficacia delle scelte adottate finora. “A volere la pace devono essere in due, mi pare che non solo Putin ma anche Zelensky non stia lavorando per la pace. La guerra dura da ormai più di quattro armi, sanzioni e invio di soldi e di armi non hanno fermato il conflitto, sono convinto che alla fine sarà la diplomazia a mettere fine alle ostilità. Non è espellendo o boicottando artisti, musicisti e sportivi russi che si avvicina la pace”.

La sicurezza resta un altro fronte centrale. Salvini rivendica le nuove norme richieste dalla Lega contro chi gira armato di coltello e richiama il lavoro del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara sui metal detector nelle scuole considerate a rischio. “Abbiamo approvato nuove norme sulla sicurezza come richiesto dalla Lega, punendo chi gira con la lama in tasca. E il ministro Valditara sta lavorando per l’installazione dei metal detector nelle scuole a rischio. Ovviamente non basta, occorre responsabilizzare (e in caso punire) le famiglie che non vigilano sui minori, come stiamo già facendo con i rimborsi dei danni causati durante le occupazioni scolastiche. Purtroppo poi per certa sinistra il tema sicurezza é ancora un tabù. Penso ai molti sindaci, anche di grandi città, che non vogliono dare la pistola a impulsi elettrici (il taser) agli agenti della polizia municipale. Non fanno un dispetto a me o alla Lega, fanno un danno ai loro agenti e ai loro cittadini che sono più indifesi. Milano, Bologna, Torino, Modena”.

Il vicepremier collega poi il tema della sicurezza alla minaccia del terrorismo islamico e all’immigrazione incontrollata, con parole molto dure contro la sinistra. “È soprattutto una questione culturale. Per troppi anni, la Lega è stata l’unica voce a denunciare i rischi dell’estremismo islamico e dell’immigrazione incontrollata. A sinistra hanno sempre negato o minimizzato, perfino per l’attentato di Modena hanno attaccato il sottoscritto anziché il criminale che ha falciato la folla come visto in troppi attentati islamici. Per me, per la Lega e per i Patrioti d’Europa il terrorismo e il fanatismo islamico sono il pericolo pubblico numero uno per il nostro futuro e per i nostri figli. L’Islam politico non è in Italia o in Europa per integrarsi, ma per occupare, conquistare, sottomettere. Servono leggi adatte e, oltre a quelle già attive, la Lega sta lavorando ad altro, ma ha anche una chiara consapevolezza: chi tace, è complice”.

Alla domanda sul perché in Italia non esista una cultura di unità nazionale sulla sicurezza, Salvini accusa ancora la sinistra. “Perché la sinistra non vuole ammettere di avere sbagliato politica per decenni, predicando l’accoglienza indiscriminata e un modello di presunta integrazione totalmente fallimentare. Hanno votato in Parlamento per mandarmi a processo e fino all’ultimo hanno sperato di vedermi per anni in galera perché avevo chiuso i porti. Sono ottusi e incoscienti, sperano in una manciata di voti di chi invece già pensa a farsi partiti etnici o islamici”.

Treni, legge elettorale e futuro politico: Salvini guarda al 2027

Sul fronte dei trasporti, Matteo Salvini ammette i ritardi ma li collega alla mole di lavori aperti sulla rete ferroviaria. “Ritardi? Ci sono e ci scusiamo. Perché ci sono? Perché i ferrovieri o il ministro non lavorano? No, per il motivo contrario. Oggi è domenica, molti di voi spero ci stiano leggendo al mare, in montagna o comunque a casa, giusto? Bene, anche oggi sono aperti 1.300 cantieri per rendere più moderna, veloce e sicura la rete ferroviaria. Il massimo storico. Così come ogni giorno ci sono il massimo storico di treni circolanti (circa 10mila) e di passeggeri trasportati (circa 500mila). Stiamo recuperando anni di mancati investimenti, a lavori ultimati avremo la rete migliore d’Europa, abbiamo acquistato 76 nuovi Frecciarossa 1000 per ammodernare i convogli, chiediamo ancora un po’ di pazienza. Gli scioperi? Abbiamo rinnovato i contratti e facciamo di tutto per evitarne in futuro. Certo che se c’è gente che blocca treni e autobus per sostenere la Palestina, ci posso fare poco”.

Sugli sbarchi a Lampedusa, il leader della Lega parla di numeri in calo, ma ribadisce una linea di massimo rigore. “I numeri sono migliori rispetto all’anno scorso, con un calo del 51%: ho fiducia nell’amico Piantedosi, per quel che mi riguarda l’ondata migratoria è sotto controllo solo quando è a quota zero. E come Lega stiamo lavorando perché il governo raddoppi il numero di militari a presidiare piazze e stazioni”.

La prospettiva del 2027 entra poi nel confronto sulla nuova legge elettorale. Salvini rivendica la necessità di garantire stabilità a chi vince. “A me e alla maggioranza degli Italiani interessa una legge che permetta a chi vince le elezioni, chiunque sia, di governare cinque anni senza inciuci. Lascio ai tecnici e ai giuristi le scelte migliori per arrivare a questo obiettivo. Sono convinto non solo che rivinceremo, ma che la Lega sarà determinante e molto più forte rispetto a quello che la sinistra e qualche sondaggista sperano”.

Il passaggio politicamente più delicato riguarda Roberto Vannacci e il movimento Futuro Nazionale. Alla domanda sulla sua futura collocazione, Salvini evita lo scontro personale ma lascia un avvertimento chiaro. “Non parlo di persone ma di idee, di valori e programmi comuni. Spero che nessuno aiuti la sinistra a vincere attaccando continuamente governo e maggioranza, così si fa il gioco di Schlein e Conte”.

Infine, sul proprio futuro dopo le prossime elezioni politiche, il vicepremier rimette la decisione agli elettori e rivendica il lavoro al ministero dei Trasporti. “Lo decideranno gli italiani, come sempre da quando faccio politica. Al ministero dei Trasporti abbiamo il record storico di cantieri aperti e sbloccati, di investimenti e imprese al lavoro, di innovazione e progetti avviati. Se tutto procederà come spero, quest’anno partiranno anche i cantieri per il ponte a campata unica più lungo e straordinario al mondo, dopo aver costruito le Olimpiadi invernali più innovative e vincenti degli ultimi decenni. Qualche giornalista scrive che tornerò al Viminale a occuparmi di sicurezza, immigrazione, lotta alle mafie e controllo del territorio? Lo decideranno gli italiani col loro voto nell’autunno 2027, a me non spaventa nessuna sfida”.