Schlein apre alla patrimoniale e il centrodestra insorge: “Mani nelle tasche degli italiani”

Elly Schlein apre alla patrimoniale europea sui miliardari, mentre Giuseppe Conte chiede un programma radicale e il centrodestra attacca.

Patrimoniale, Schlein apre il confronto con gli alleati

La proposta di una patrimoniale torna al centro dello scontro politico dopo le parole di Elly Schlein, che ha confermato la disponibilità del Partito Democratico ad affrontare il dossier con le altre forze dell’opposizione. La segretaria dem ha spiegato che il tema dovrà essere discusso con gli alleati, riconoscendo l’esistenza di sensibilità diverse all’interno del possibile campo largo, soprattutto tra Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle.
La posizione della Schlein riguarda in particolare l’ipotesi di una tassazione coordinata a livello europeo sui grandi patrimoni. La leader del Pd ha chiarito di essere “sempre stata favorevole” a un intervento comunitario rivolto ai miliardari, sostenendo che non dovrebbe essere considerato un tema intoccabile nel confronto politico.
“In altri Paesi europei si sta ragionando nella stessa direzione e io penso che non possa essere un tabù capire come a livello europeo introdurre una tassazione sui miliardari. Stiamo parlando dell’1% forse anche meno della popolazione rispetto a una esigenza che è quella di garantire servizi pubblici fondamentali al 99%”, ha dichiarato Elly Schlein.
Il passaggio sulla patrimoniale arriva in una fase complessa per le opposizioni, chiamate a definire leadership, programma e priorità in vista delle prossime elezioni politiche. La stessa Schlein ha indicato la necessità di una candidatura interna all’area progressista, escludendo soluzioni esterne e lasciando aperto il confronto con Giuseppe Conte, mentre il nome di Silvia Salis resta osservato con attenzione dopo il risultato elettorale a Venezia.

Conte chiede un programma radicale e vincolante

Le distanze nel possibile campo largo non riguardano solo il fisco. Sul tavolo restano anche i temi internazionali, sociali ed economici, oltre alla definizione di un programma comune che possa tenere insieme anime politiche molto diverse. Da Oristano, dove ha partecipato all’assemblea degli eletti sardi del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte ha posto condizioni precise per un’eventuale alleanza di governo.
“Dobbiamo arrivare al governo ad alcune condizioni – ha detto – che significa programma chiaro, condiviso, e non può essere che radicale. A noi non basta scrivere un testo di un programma e buttarlo lì. Quello che scriviamo con grande attenzione per noi sono obiettivi strategici per tutelare gli interessi dei cittadini. E sarà il nostro vincolo che firmeremo col sangue e tuteleremo a qualsiasi costo”, ha dichiarato l’ex presidente del Consiglio.
Le parole di Conte confermano che il nodo principale resta la costruzione di un’intesa politica non limitata alla somma dei partiti. Il leader del M5S chiede un programma impegnativo e vincolante, mentre nel Pd il confronto sulla leadership e sulle misure economiche resta aperto. La patrimoniale, sostenuta con maggiore convinzione da Avs e rilanciata dalla Schlein in chiave europea, rischia quindi di diventare uno dei punti più delicati nella trattativa tra le opposizioni.

Il centrodestra va all’attacco contro Schlein e il Pd

La replica del centrodestra è arrivata con toni durissimi. Fratelli d’Italia ha attaccato la segretaria del Pd attraverso i profili social del partito, pubblicando una foto di Elly Schlein accompagnata dalla scritta: “Schlein rilancia la patrimoniale, ne discuteremo con gli alleati”.
Il partito di Giorgia Meloni ha poi aggiunto una presa di posizione politica netta: “La sinistra non ha un programma, non ha un progetto, non ha una visione per l’Italia. Ha una sola vecchia ossessione: mettere le mani nelle tasche degli italiani”.
Sulla stessa linea anche Antonio Tajani, leader di Forza Italia e ministro degli Esteri, che ha escluso qualsiasi apertura a una misura di questo tipo finché il centrodestra sarà al governo. “La sinistra è unita solo quando vuole infilare le mani nelle tasche degli italiani. Finché Forza Italia sarà al governo e in Parlamento non ci sarà mai la patrimoniale”, ha scritto Tajani su X.
Lo scontro sulla patrimoniale diventa così uno dei primi terreni di confronto tra maggioranza e opposizione in vista della prossima fase politica. Per il centrosinistra il tema viene presentato come una possibile misura europea sui grandissimi patrimoni, destinata a finanziare servizi pubblici essenziali. Per il centrodestra, invece, rappresenta il simbolo di una proposta fiscale giudicata punitiva e lontana dalle esigenze di famiglie e imprese.

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