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Zakaria Ben Haddi fermato per terrorismo in Brianza, la Procura “Pronto a colpire come Modena”, Salvini “Un altro italiano doc”

Zakaria Ben Haddi, 21 anni, è stato fermato in Brianza per terrorismo internazionale: la Procura di Milano contesta propaganda jihadista.

Zakaria Ben Haddi fermato in Brianza per terrorismo internazionale

Zakaria Ben Haddi, giovane italiano di origine marocchina residente in Brianza, è stato fermato con l’accusa di terrorismo internazionale nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Milano. Nel provvedimento firmato dal pubblico ministero Alessandro Gobbis viene evidenziata, tra gli elementi ritenuti più gravi dagli investigatori, la presunta “disponibilità al martirio” del giovane e la pubblicazione costante di contenuti riconducibili alla propaganda jihadista.
Il ragazzo, che compirà 21 anni, è accusato di essersi “associato all’organizzazione terroristica internazionale comunemente nota come Stato Islamico”. Secondo l’impostazione accusatoria, il giovane avrebbe seguito un percorso di indottrinamento e radicalizzazione attraverso canali digitali, arrivando a manifestare la propria adesione allo Stato Islamico e a diffondere video e messaggi legati alla galassia jihadista.
Il fermo è stato eseguito dalla Digos di Milano e si inserisce in un filone investigativo collegato all’inchiesta che, ad aprile, aveva portato ad arresti e perquisizioni in diverse città italiane, facendo emergere anche il fenomeno indicato come “white jihad”, una forma di contaminazione tra ideologia neonazista e metodi propri del terrorismo jihadista.
Davanti alla gip Rossana Mongiardo, Ben Haddi ha respinto la lettura accusatoria dei contenuti pubblicati, sostenendo che i suoi post avessero solo “finalità divulgative”. La decisione sulla convalida del fermo è attesa per domani.

Propaganda jihadista e contenuti contro l’Occidente, cosa contesta la Procura

Nel provvedimento del pubblico ministero Alessandro Gobbis si fa riferimento alla celebrazione, sui profili digitali riconducibili al giovane, “di attentati terroristici compiuti dallo Stato Islamico in danno dei cristiani e più in generale contro l’Occidente”. Gli investigatori contestano anche l’esaltazione “al tragico evento” avvenuto a Modena il 15 maggio, quando Salim El Koudri, di origini marocchine e con problemi psichiatrici, ha investito volontariamente sette pedoni.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, Zakaria Ben Haddi avrebbe utilizzato profili aperti su Instagram e TikTok per pubblicare in modo costante video di propaganda riconducibili allo Stato Islamico e al primo Califfo Abu Bakr Al-Baghdadi. Tra i contenuti monitorati dagli investigatori a partire da gennaio, particolare attenzione sarebbe stata riservata ai video pubblicati il 30 maggio.
Si tratterebbe, secondo il fermo, di diversi post “inneggianti al martirio”, ritenuti tali da far ipotizzare una possibile “immediata ed estemporanea attivazione” del giovane. Proprio questo elemento avrebbe contribuito ad accelerare l’intervento degli investigatori, anche alla luce del ritrovamento, durante la perquisizione, di un biglietto aereo per il Marocco con partenza prevista per il 9 giugno.
Il giovane, davanti alla giudice per le indagini preliminari, avrebbe spiegato di aver acquistato il biglietto per l’estero “per sostenere un esame”. Tra i messaggi attribuiti all’utente Zacky Ben, gli investigatori avrebbero individuato anche riferimenti alla disponibilità a compiere un “colpo di stato”, elemento ora al centro delle verifiche dell’inchiesta.

Piantedosi e Salvini intervengono dopo il fermo

Dopo il fermo di Zakaria Ben Haddi, è intervenuto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha sottolineato il ruolo delle forze investigative nel contrasto alla radicalizzazione. “L’arresto questa mattina di un uomo, residente in Brianza e accusato di terrorismo internazionale, testimonia ancora una volta l’efficacia delle misure messe in campo dal nostro Paese per contrastare il pericoloso fenomeno della radicalizzazione islamista. Grazie a una capillare azione di presidio del territorio, ad un costante monitoraggio degli ambienti dell’estremismo, ad un attento controllo dei canali informatici e dei social network insieme ad una elevata capacità di analisi, le nostre Forze dell’ordine e l’intelligence sono stati in grado ancora una volta di intervenire tempestivamente per individuare una minaccia terroristica”, ha dichiarato.
Il ministro ha poi aggiunto: “A loro, e in particolare alla Polizia di Stato per l’operazione condotta oggi con il coordinamento della Procura di Milano, va la mia gratitudine per il lavoro che svolgono ogni giorno, con professionalità e dedizione, per garantire la sicurezza dei cittadini”.
Sul caso è intervenuto anche il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha commentato: “Un giovane ‘italiano doc’ fermato per terrorismo islamico”. La vicenda ha provocato anche la reazione di Augusta Montaruli, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati.
“L’ideologia immigrazionista tipica della sinistra ha fallito. Non ritenendo l’immigrazione pericolosa neanche quando illegale, non ha mai lavorato sull’integrazione. Per questo negli ultimi anni persino persone di seconda generazione hanno assunto atteggiamenti di rivalsa e odio verso la nostra società. Lo dimostra la cattura di un 21enne pronto ad un attacco terroristico. Grazie alle nostre Forze dell’Ordine e all’Intelligence per aver individuato e fermato la minaccia. Ora serve pragmatismo, esattamente la linea che il nostro Governo sta portando avanti per contrastare il pericoloso fenomeno della radicalizzazione islamista”, ha affermato Montaruli.
L’indagine prosegue ora davanti alla magistratura milanese, che dovrà valutare gli elementi raccolti dalla Digos e la posizione difensiva del giovane. Il punto centrale resta la qualificazione dei contenuti pubblicati e il rischio, ipotizzato dagli investigatori, di un possibile passaggio dalla propaganda all’azione.