Il bilancio del Pd guidato da Elly Schlein segna un utile record, trainato dal 2 per mille e dalla riduzione delle spese.
Il Partito Democratico guidato da Elly Schlein ha chiuso il bilancio 2025 con un avanzo di amministrazione pari a 3.624.321 euro, il risultato più alto dalla nascita del partito. Il dato arriva dopo ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti per 1.202.524 euro e segna un forte miglioramento rispetto al passato. A pesare sul risultato sono stati l’aumento delle entrate, soprattutto grazie al 2 per mille Irpef, e una riduzione dei costi, compresi quelli legati al personale.
Bilancio del Pd, utile record con Schlein alla guida
Il Pd ha incassato nel 2025 complessivamente 13,658 milioni di euro. Il confronto con il partito lasciato in eredità da Enrico Letta all’inizio del 2023 mostra un incremento significativo: allora le entrate erano pari a 12,190 milioni di euro, con una crescita di 1,468 milioni.
Ancora più marcato il confronto sull’avanzo di amministrazione. Nel 2022 il bilancio del Partito Democratico si era chiuso con un utile di 572 mila euro. Con Elly Schlein, il risultato è migliorato di 3,052 milioni di euro, pari a una crescita del 533%.
Il principale motore del miglioramento è stato il 2 per mille Irpef, cioè la quota dell’imposta che i contribuenti possono destinare ai partiti politici. Nel 2022 il Pd incassava da questa voce 7,346 milioni di euro. Nel 2025 la cifra è salita a 10,57 milioni di euro, diventando la componente decisiva delle entrate.
Il quadro positivo si accompagna però a un calo delle contribuzioni degli eletti. I versamenti dei parlamentari, che nel 2022 ammontavano a 3,59 milioni di euro, nel 2025 si sono fermati a 2,138 milioni. La riduzione del numero degli eletti incide solo in parte: i parlamentari sono passati da 130 a 106, con un calo del 18%, mentre i versamenti sono scesi del 40,44%.
Fina prova a recuperare i crediti dagli eletti
Il tesoriere del Pd, Michele Fina, ha segnalato nella nota integrativa l’azione avviata per recuperare le somme dovute dagli eletti. Il documento indica che “la voce dei “crediti verso parlamentari” si è ridotta di Euro 47.514 rispetto all’anno precedente in quanto è proseguita l’azione di recupero delle somme dovute dagli eletti”.
Allo stesso tempo, però, il partito ha aumentato di 75.680 euro il fondo svalutazione crediti. La scelta viene spiegata con riferimento “alla svalutazione prudenziale dei crediti esistenti nei confronti degli eletti al 31/12/2025 e non ancora incassati alla data di redazione del presente rendiconto. L’ammontare della svalutazione è stato determinato valutando la recuperabilità di tali crediti, considerando anche il parere del consulente legale del partito”.
Tra i parlamentari, la media dei versamenti si aggira intorno ai 18 mila euro l’anno. Rientrano in questa fascia, tra gli altri, Dario Franceschini, Piero Fassino, Laura Boldrini e Francesco Boccia. Elly Schlein versa 20 mila euro, mentre Marco Furfaro e Giuseppe Provenzano arrivano a 21 mila euro.
Il dato più alto viene attribuito a Chiara Gribaudo, con 33 mila euro. Più contenuti i versamenti dei parlamentari europei: Giorgio Gori gira al partito 14 mila euro, Lucia Annunziata 12.500 euro, Nicola Zingaretti 11 mila, Matteo Ricci 8 mila, Pina Picierno 7 mila, Brando Benifei 6 mila e Andrea Crisanti 5 mila euro.
Tagli al personale e incentivi all’esodo nel Partito Democratico
Il risultato economico del Partito Democratico è stato favorito anche dalla riduzione delle spese per il personale. La nota integrativa indica che “il fondo Incentivi all’esodo pari al 31/12/2025 a 99.490 euro, nel corso dell’esercizio si è ridotto di 700.575 euro a seguito della risoluzione consensuale di n. 9 rapporti di lavoro dipendenti, che hanno previsto l’erogazione di incentivi all’esodo. Nel corso del 2026 già risultano utilizzi del Fondo e il Partito è disposto a effettuare ulteriori accantonamenti per favorire la fuoriuscita dei dipendenti e la riduzione dell’organico”.
Nel documento si legge anche che “la riduzione del Fondo TFR rispetto al saldo esistente al 31/12/2024 è legata alla risoluzione di n. 14 rapporti di lavoro avvenuta nel corso del 2025”.
Al 31 dicembre 2025, l’organico del Pd risulta composto da 91 lavoratori subordinati e 8 collaboratori. Prima dell’arrivo di Schlein, al 31 dicembre 2022, i lavoratori subordinati erano 119, cioè 28 in più, mentre i collaboratori erano 3.
La riduzione ha riguardato anche i giornalisti, passati da 18 a 16. Cresce invece il numero dei dipendenti in aspettativa non retribuita: nel partito ereditato da Schlein erano 17, mentre al 31 dicembre 2025 risultano 23, con un aumento del 35,29%.
Il bilancio record del Pd nasce quindi da due fattori principali: l’aumento delle entrate pubbliche legate al 2 per mille e una gestione più rigida dei costi interni, con particolare attenzione alla riduzione dell’organico e al contenimento delle spese.
