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Confcommercio crisi gli italiani rinunciano ai pasti ma non ai cellulari

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Incredibile ma vero, in un momento di crisi come questo, secondo uno studio svolto dalla Confcommercio, gli italiani per le ristrettezze economiche nelle quali vivono possono anche saltare un pasto ma non possono stare per oltre un’ora senza il cellulare.

Lo studio della Confcommercio rivela che negli ultimi diciotto anni, dal 1995 al 2013, si sono registrate più spese per l’acquisto di servizi che di beni da consumo.

I servizi hanno superato i beni di consumo attestandosi al 52,3%.

I beni di consumo, che in questi ultimi anni sono in calo negli acquisti degli italiani, arrivano al 47,7%.

In questi ultimi anni gli italiani hanno risparmiato anche nell’abbigliamento, spesa che ha registrato negli ultimi 18 anni, un calo dello 1,4%.


Altre spese che sono diminuite in questi ultimi anni sono quelle per la casa con un 0,4% in meno e per  la cura del corpo, spesa quest’ultima scesa dello 0,6%.

Gli italiani sono stati più propensi ad acquistare in questi ultimi anni beni per il tempo libero con un aumento dell’1,5% e per le comunicazioni con un sensibile aumento dello 0,6%.

Confcommercio ha spigato l’andamento dei consumi in questi ultimi anni con il seguente comunicato: “Il calo di voci di spesa ‘tradizionali’ quali abbigliamento, auto, mobili e arredamento da parte delle famiglie, non è frutto soltanto della crisi dei redditi ma anche di nuovi modi di vivere. I capi classici di valore più elevato attraggono sempre meno consumatori condizionando negativamente i volumi di spesa”.

Gli studiosi della  Confcommercio  chiariscono che l’aumento delle spese per i servizi rispetto a quelli dei beni di consumo non è stata provocata solo dal lungo periodo di crisi che sta colpendo l’Italia ma anche per lo stile di vita degli italiani che negli ultimi 18 anni è molto cambiato.