Il Wall Street Journal racconta la forza politica di Giorgia Meloni, tra stabilità italiana, pragmatismo e scontro con Donald Trump.
La stabilità del governo italiano viene letta dal Wall Street Journal come uno dei segnali più evidenti della forza politica di Giorgia Meloni. Il quotidiano statunitense dedica un’analisi alla presidente del Consiglio, sottolineando come la premier abbia saputo trasformare combattività, pragmatismo e senso istituzionale in una formula politica capace di reggere mentre molti altri governi europei attraversano fasi di forte instabilità. Al centro del racconto c’è anche il rapporto con Donald Trump, passato da una fase di vicinanza politica a uno scontro diretto.
Meloni, la stabilità italiana secondo il Wall Street Journal
Secondo il Wall Street Journal, il governo guidato da Giorgia Meloni si prepara a diventare uno dei più longevi della storia repubblicana, in un contesto europeo segnato da fragilità politiche e cambi di leadership. La premier, prima donna a Palazzo Chigi, viene descritta come una figura capace di mantenere saldo il proprio esecutivo mentre altrove gli equilibri appaiono più incerti.
Nel confronto proposto dal quotidiano, l’Italia viene contrapposta alla Francia di Emmanuel Macron, dove si sono succeduti più premier in poco tempo, alla Germania, alle prese con la crescita dell’estrema destra, e al Regno Unito, segnato da frequenti cambi alla guida del governo. In questo quadro, la politica italiana appare meno turbolenta rispetto al passato, con la premier capace di costruire una maggioranza stabile e riconoscibile.
Il quotidiano ricostruisce anche il percorso politico di Meloni, dalla candidatura a sindaco di Roma alla nascita di Fratelli d’Italia, fino alla vittoria elettorale del 2022. Fin dall’inizio, il tratto evidenziato è quello di una leadership pragmatica, attenta alla dimensione istituzionale ma pronta a reagire con decisione quando ritiene colpita la propria dignità o quella dell’Italia.
Lo stile Meloni tra pragmatismo e reazioni immediate
Il profilo tracciato dal Wall Street Journal insiste sul cosiddetto “stile Meloni”, descritto come diretto, rapido e combattivo. Due episodi vengono richiamati come simboli di questo metodo: la rottura pubblica con Andrea Giambruno dopo il caso del fuorionda nel 2023 e l’incontro con il governatore Vincenzo De Luca, al quale la premier si presentò con la frase “sono quella stronza di Meloni”.
Secondo la ricostruzione del quotidiano, proprio questa miscela di durezza e pragmatismo avrebbe consentito alla presidente del Consiglio di conservare il consenso della base più identitaria e, allo stesso tempo, di parlare a un elettorato conservatore moderato.
Una linea che le ha permesso di rafforzare il proprio ruolo anche sul piano internazionale, dove il rapporto con Trump è diventato uno dei passaggi più delicati.
Inizialmente, Meloni era considerata una delle interlocutrici europee più vicine al mondo politico trumpiano, anche per l’affinità con l’area MAGA, i rapporti con Elon Musk e la partecipazione all’inaugurazione del 2025. Poi il quadro è cambiato, soprattutto dopo le tensioni legate alla guerra in Iran, alle ricadute energetiche per l’Italia e alle divergenze sulla linea europea.
Lo scontro con Trump e la frase sull’Italia
Il punto di rottura più forte, nella ricostruzione del Wall Street Journal, arriva con l’attacco di Donald Trump a Papa Leone XIV. Per un Paese come l’Italia, a forte tradizione cattolica, quelle parole avrebbero superato una soglia politica e simbolica rilevante.
Meloni ha definito le offese “inaccettabili”, ricevendo poi dallo stesso Trump una risposta altrettanto dura.
Il successivo vertice G7 in Francia sembrava aver ricucito almeno in parte il rapporto, ma la tensione è riesplosa quando Trump ha sostenuto che Meloni lo avesse “supplicato” per una foto.
La replica della premier è arrivata con un video di 33 secondi, nel quale ha parlato di dichiarazioni “completamente inventate” e ha rivendicato una posizione netta: “né io né l’Italia imploriamo”.
Per il quotidiano statunitense, quella risposta rappresenta una sintesi efficace del metodo politico della presidente del Consiglio: reazione immediata, difesa dell’immagine personale e richiamo alla dignità nazionale.
La coalizione guidata da Meloni, secondo questa lettura, ha retto perché non ha prodotto scosse interne ingestibili e ha mantenuto una gestione delle finanze pubbliche considerata efficace, pur dentro uno scenario internazionale complesso.
