Conte rompe il silenzio sul Covid e accusa la Meloni: “Da palazzo Chigi un gioco sporco”

Nuovo scontro sul Covid: Giuseppe Conte respinge le accuse sulle forniture e attacca Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia.

Lo scontro sulla gestione dell’emergenza Covid torna a coinvolgere direttamente Giuseppe Conte, che dopo settimane di pressione politica interviene sulle accuse legate alla pandemia e alle forniture sanitarie. Il leader del Movimento 5 Stelle respinge ogni responsabilità sui contratti per mascherine e respiratori, accusa Fratelli d’Italia di portare avanti una campagna diffamatoria e chiama in causa Giorgia Meloni e Palazzo Chigi. Le sue parole arrivano mentre resta aperto il confronto sulla commissione Covid, dove la maggioranza continua a chiedere chiarimenti sulla stagione dell’emergenza sanitaria.

Covid, Conte respinge le accuse e chiama in causa Palazzo Chigi

Giuseppe Conte torna a parlare del caso Covid e lo fa denunciando un clima politico che, a suo giudizio, avrebbe assunto ormai i toni della campagna elettorale. Il presidente del Movimento 5 Stelle sostiene di essere diventato, insieme al suo partito, il principale bersaglio della maggioranza.

“Siamo ormai in un clima da campagna elettorale, evidentemente hanno individuato in me e nel M5S il pericolo numero uno. E, da palazzo Chigi, è arrivato l’ordine ai fidi solidali che siedono in commissione Covid”, afferma il leader 5Stelle Giuseppe Conte, in un’intervista a ‘Repubblica’.

Il riferimento è alla commissione Covid, organismo parlamentare al centro di un duro confronto tra maggioranza e opposizione. Da una parte Fratelli d’Italia insiste sulla necessità di chiarire le responsabilità politiche nella gestione della pandemia; dall’altra Conte contesta il metodo e respinge l’idea di essere chiamato in causa per vicende che, secondo la sua ricostruzione, non lo avrebbero mai coinvolto direttamente.

Mascherine e respiratori, la difesa dell’ex premier

Il passaggio più rilevante riguarda i contratti per l’acquisto di dispositivi sanitari durante l’emergenza. Conte nega di essersi occupato della scelta delle imprese, dei professionisti coinvolti o delle procedure di acquisto, rivendicando di averlo chiarito più volte negli ultimi anni.

“Dal 2021 ho chiarito decine di volte che non mi sono mai occupato di contratti per l’acquisto di mascherine e respiratori, né di quali imprese o professionisti fossero coinvolti. A differenza di Fratelli d’Italia”, spiega l’ex premier che aggiunge: “Sono anni che ho dato la mia disponibilità a essere audito, solo che a questa disponibilità non è stato dato alcun seguito. Attendo quindi di sapere la data della mia audizione, perché è in corso un gioco sporco che non posso più permettere. Sono vicende che, da un punto di vista giudiziario, si sono tutte tradotte in un nulla di fatto e che non mi hanno mai nemmeno sfiorato. Eppure FdI continua ad alimentare questo fango diffamatorio”.

La linea dell’ex presidente del Consiglio è quindi netta: disponibilità all’audizione, ma contestazione delle accuse politiche mosse dalla maggioranza. Conte sostiene che le vicende richiamate non abbiano prodotto conseguenze giudiziarie nei suoi confronti e respinge il collegamento diretto tra il suo ruolo di premier e le singole forniture.

Fratelli d’Italia insiste sulla commissione Covid

La posizione di Fratelli d’Italia resta opposta. Il partito di Giorgia Meloni considera la commissione Covid la sede in cui ricostruire le scelte compiute durante la pandemia, dagli acquisti di emergenza alle decisioni istituzionali assunte nei mesi più difficili. In questo quadro, la figura di Giuseppe Conte viene ritenuta centrale per chiarire passaggi politici e amministrativi legati alla gestione dell’emergenza.

Il confronto, dunque, si sposta nuovamente sul terreno parlamentare. Conte afferma di attendere una data per essere ascoltato, mentre la maggioranza continua a chiedere risposte sulle procedure adottate durante la pandemia. La vicenda resta uno dei fronti più delicati della contrapposizione tra Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia, con il dossier Covid ancora al centro dello scontro politico nazionale.

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