Vittorio Feltri interviene sugli insulti rivolti a Roccella dopo la tragedia del marito scomparso nelle acque di un lago.
La tragedia che ha colpito Eugenia Roccella è diventata anche un caso pubblico per i commenti offensivi comparsi contro la ministra dopo la scomparsa del marito nelle acque di un lago. Le ricerche sono proseguite in condizioni difficili, tra fondali melmosi e acqua torbida, mentre il dolore familiare veniva accompagnato da messaggi di scherno e parole durissime. Su questo è intervenuto Vittorio Feltri, che ha condannato senza esitazioni gli attacchi rivolti alla ministra, richiamando il dovere di rispetto davanti a una vicenda umana così grave.
Vittorio Feltri contro gli insulti a Roccella
Per Vittorio Feltri, davanti a una tragedia familiare non dovrebbe esserci spazio per lo scontro politico. La scomparsa del coniuge di Roccella, trasformata da alcuni in occasione per colpire la ministra, rappresenta secondo il giornalista un segnale allarmante del degrado del linguaggio pubblico.
“Personalmente sono sconcertato e inorridito dai commenti rivolti al ministro Roccella, peraltro in un momento particolarmente tragico in cui questa donna ha perso il coniuge, non più riemerso dalle acque del lago”.
Il punto centrale, nel ragionamento di Feltri, riguarda la perdita di pietà davanti al dolore altrui. Una donna assiste alla scomparsa del marito durante quello che avrebbe dovuto essere un momento di svago; le ricerche diventano sempre più complesse con il passare delle ore; la speranza si assottiglia. In una situazione simile, secondo il giornalista, l’unica reazione accettabile dovrebbe essere il silenzio rispettoso.
Invece, una parte degli utenti ha scelto l’insulto, l’ironia feroce e perfino l’augurio di morte. Per Feltri, non si tratta di una normale contrapposizione politica, ma di una forma di disumanità che dovrebbe indignare chiunque, a prescindere dalle appartenenze.
Il doppio standard denunciato da Feltri
Nella sua riflessione, Vittorio Feltri allarga il discorso al clima generale degli ultimi anni. Le piattaforme social, a suo giudizio, hanno amplificato rabbia, frustrazione e risentimento, offrendo a molti la possibilità di scrivere frasi che difficilmente verrebbero pronunciate guardando una persona negli occhi.
Il giornalista sottolinea anche un altro aspetto: la contraddizione di chi invoca continuamente rispetto, convivenza civile e lotta all’odio, salvo poi dimenticare quei principi quando il bersaglio appartiene a un’area politica avversa. In questo senso, la vicenda di Roccella diventa per Feltri il simbolo di un doppio standard sempre più evidente.
Le regole della civiltà, sostiene, dovrebbero valere in ogni circostanza. Se si condanna il linguaggio d’odio, lo si deve condannare contro chiunque. Se si difende la dignità delle persone, quella dignità deve essere riconosciuta anche a chi ha idee diverse. Se si parla di tutela della donna, la tutela deve valere anche quando la donna colpita è esponente del centrodestra.
La tragedia familiare e il limite da non superare
La vicenda, per Feltri, mostra quanto sia pericoloso smarrire il confine tra critica politica e accanimento personale. L’avversario può essere contestato, anche duramente, ma il dolore privato di una famiglia non dovrebbe mai diventare terreno di insulto.
“È incredibile come una occasione di svago possa in un attimo trasformarsi in dramma. Basterebbe considerare che la vita ci espone tutti a queste fatalità per non gioire mai del male altrui, fosse anche quello del nostro nemico”.
